Isonzo del Friuli Verduzzo Friulano 2006 – Bressan

Disclaimer: bottiglia acquistata in un ristorante torinese. 24 euro

Un pugno allo stomaco e una carezza sul viso.
Doppia anima, caleidoscopico, per certi versi inafferrabile. Non banale, come il suo vignaiolo, duro ma allo stesso tempo soave e avvolgente.

Novello Ulisse, sai che devi ritornare alla tua Itaca. Il fato è inesorabile.
Nella mente hai i campi e il fieno lasciato lì, in balia del sole e del vento.
Il ricordo di frutti succosi e maturi, ricchi di profumo e dolcezza.
Mentre affronti il tuo viaggio e il mare schizza le sue salmastre gocce sulle labbra, il pensiero vaga.
E d’improvviso ricordi che questa volta non c’è nessuna Penelope ad attendere a casa. Nessuna finta tela da tessere, nessuna promessa e nessun ricordo. L’oblio.
La tentazione di farti avvinghiare dalle sirene è forte, non c’è nessuna voglia di farsi incatenare all’albero maestro.
Ulisse, quante volte hai percorso questo viaggio?
Ma questa volta è diverso: l’epilogo è differente, il desiderio di fuggire lontano e farsi imprigionare da Circe è forte.
Ma c’è la tua terra che ti attende. C’è il tuo destino che non intende darla vinta alle Parche.
E quindi, nonostante tutto, punti la prua verso Itaca.
Un pugno allo stomaco e una carezza sul viso.

Per chi volesse una descrizione “più seria”, può leggere quanto scrissi qualche tempo fa.
In questo caso, la bottiglia è stata compagna di intimi pensieri e dolorose riflessioni.
Come un Ulisse di ritorno verso un’Itaca differente.
Non si sa se migliore o peggiore.
Sicuramente differente.

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