Appelation Macon-Verzé Controlée 2007 – Domaines Leflaive

Disclaimer: bottiglia acquistata in un ristorante. 26 euro

Avevo sentito parlare di Domaine Leflaive per la scelta di intraprendere la strada della biodinamica. Mai trovato in giro e quindi mai assaggiato in precedenza.
Quando me lo sono trovato di fronte ho voluto sperimentare. Si sa, sono un curioso di natura. Ovviamente il base dei base, nessun cru o grandcru.
Un vino che gioca a nascondino, un 2007 che lo si potrebbe definire, in maniera bonaria, un po’ schizofrenico (e forse è anche per questo che mi è piaciuto, un po’ mi ci ritrovo :-))
La schizofrenia sta nella grande differenza tra l’assaggio e quanto percepito al naso.
Nel primo caso è uno chardonnay, di razza, dove acidità e sapidità la fanno da padrone, senza difetti o incertezze. Verticale, un fendente che solo sul finire tende un po’ ad allargarsi e diventare opulento.
Al naso invece, inizialmente, è completamente evoluto, quasi seduto, con sentori molto particolari, che con il passare dei minuti sono cambiati e si sono ammorbiditi. Ma partire con note affumicate, ricordi quasi salmastri, duri, un po’ rudi e potenti mi ha spiazzato, non lo nascondo. Poi, come detto, è cambiato, lentamente, ingentilendosi e spostandosi su note più dolci, quasi di crema pasticcera e di frutta molto matura.
Ecco, completa discordanza tra naso e bocca.
Un pregio? Un difetto? Non so. A me è piaciuto, soprattutto per questa mutevolezza e questa rapida evoluzione nel bicchiere.
Un vino, uno chardonnay, non scontato, insomma.

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