Valle d’Aosta Doc Petite Arvine 2007 – Grosjean

Disclaimer: bottiglia donatami dal produttore

e c’era il sole e avevi gli occhi belli
lui ti baciò le labbra ed i capelli
c’era la luna e avevi gli occhi stanchi
lui pose la mano sui tuoi fianchi

furono baci furono sorrisi
poi furono soltanto i fiordalisi
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle

De Andrè, La canzone di Marinella

Sei al tavolo, seduto, con la finestra spalancata.
Anche se è gennaio fuori c’è un’aria frizzante ma non fredda, un sole discretamente “caldo”.
Non un tempo invernale, semmai quasi primaverile.
Non hai voglia di un rosso, magari corposo.
E ti ricordi di questa bottiglia, Petite Arvine valdostana del 2007.
Sai, abbiamo sempre fretta, c’è questa idea sbagliata di bere i bianchi entro l’anno“, mi disse Grosjean donandomi questa bottiglia.
E come nella canzone sopra citata, fu un incontro.
Un incontro fatto di profumi e sentori dolci, un bacio e una carezza.
Ma allo stesso tempo carico di vibrante elettricità, come una corda di violino ben tesa e perfettamente accordata.
Un incontro in cui tutto sembra perfettamente al suo posto, poesia e momento distante dalla fretta e dalle pressioni del mondo esterno.
Una bevuta che ti mette il cuore in pace, respirando a pieni polmoni quell’aria così fresca.
Ma soprattutto respirando la vita.

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