Vino da uva stramatura “Flétry au vent” – Grosjean

Disclaimer: bottiglia donatami dal produttore

Salire a Ollignan con il favore delle tenbre ha un fascino non da poco.
Ti arrampichi, magari arrancando per la stanchezza del motore, su quelle stradine che per errore il navigatore ti fa seguire. Non che non conosca la strada. Ma quella sera ero stanco. E mi fidai.
Feci male, per il percorso.
Benissimo per quello che si svelò ai miei occhi.
Non c’era ancora la neve, quella notte.
Ma stelle e una luna luminosa che accecava le vette.
Vento.
Vento freddo che rendeva l’aria trasparente.
E là sotto Aosta, con le sue luci.
E verso l’alta Valle una miriade di altri fonti luminose che rendevano il tutto fiabesco.
Quasi un presepe.
E infatti, quasi ad memoriam delle sensazioni di quella sera, questa bottiglia è stata la degna conclusione del pranzo di Natale.
Un Natale atipico.
Tanto che ho sempre detto che il mio vino di Natale era il Passito di Caluso.
O tempora, o mores.
E’ stato come suggellare, qualora ce ne fosse bisogno, questo legame con quella splendida terra di montagna.
Vino da uve stramature valdostano, traminer aromatico e moscato bianco.
Mi piace vincere facile, in certe occasioni.
E con questo vino non puoi non vincere.
Dolce, avvolgente, profumato, giusta dose alcolica.
Un vino che ti culla, per certi versi.
Forse un briciolo acido, ma è un passito infante. Avrei dovuto ascoltare Vincent Grosjean e pazientare.
Ma sono ingordo e curioso.
E il Natale, per quanto atipico, anche per quest’anno è stato festeggiato.
Con la Valle d’Aosta nel cuore.

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