Barolo Doc Antiche Cantine dell’Abbazia dell’Annunziata 1975 – Renato Ratti

Disclaimer: regalo del padre dell’amico Diego. In onore della sua definitva partenza per l’Australia.

DOC. No, non è un errore. Sull’etichetta recita proprio così. All’epoca non esisteva ancora la DOCG.
Questa bevuta è figlia di una serata in onore di una ragazzo-uomo che con coraggio e determinazione ha inseguito un suo sogno. E ora lascerà questa triste terra per andare dall’altra parte del globo.

Era lì, seduto sulla sua consueta poltrona.
Non era di quei vecchi silenti e con gli occhi acquosi, pronti alla lacrima.
No, fiero e orgoglioso, seppure malfermo, ti fissava e ti aspettava. Con una pipa in mano.
Ragazzo, cosa hai da raccontare?” mi chiede di botto
E io rimasi in silenzio. Era lui che doveva raccontare a me, la sua vita, le sue esperienze.
Cosa potevo dire io, insulso ragazzo-uomo che poco aveva viaggiato per il mondo?
Banalmente partì una canzone, Father and Son di Cat Stevens.
Rimanemmo in silenzio, a fissarci.
E lui iniziò.
Vedi ragazzo, c’è un tempo per ogni cosa. C’è un tempo per essere frenetici, un tempo per attendere. Ma anche nell’attesa, oltre alla pazienza, bisogna saper cogliere il momento giusto. L’attesa fine a sé stessa non ha alcun valore. Bisogna avere il coraggio di osare quando si pensa che il momento sia pronto. Hai presente i pescatori? Aspettano, aspettano, aspettano, pazienti. Ma appena sentono che la preda ha abboccato tirano su la rete…
Sentivo odore di tabacco. La sua pipa.
E le sue parole mi riportavano alla mente i suoi viaggi, in giro per il mondo a bordo di una nave.
Terre lontane, le spezie d’oriente.
Qualche ferita immaginando un attacco che mai ci fu da parte delle tigri di Mompracem.
Non c’è giustizia divina in questo mondo. Non esiste la beatitudine. Ciò che oggi appare faticoso e triste, magari è solo parte di un percorso. Tutto è relativo. Noi ci incontriamo ora, magari se ci fossimo trovati più in là non sarei stato in grado di parlarti
Si alzò, e all’improvviso apparve in tutta la sua altezza.
Da Gandalf il Grigio si era trasformato in Gandalf il Bianco, pronto a combattere Saruman e la Torre Oscura di Sauron.
Come uno sciamano mi trasportò in tempi passati e futuri. Il tempo divenne un concetto relativo.
Anche ciò che appariva ai miei sensi era relativo.
Necessitavo di una nuova mappa. E lui me la fornì.
It’s no time to make a chage. Just relax, take it easy
C’è un tempo per ogni cosa. Nonostante la canzone, “questo è il tempo del cambiamento” sussurò il vecchio alle mie orecchie.
E sfumò, in una nuvola bianca a forma di grande gabbiano, novello Livingstone anarchico.

Ora uno di noi va dall’altra parte del mondo.
Alcuni anni fa mi sarei immaginato io al suo posto.
Va lui, inseguendo l’insegnamento di un vecchio saggio, sapendo cogliere l’attimo nel suo istante e nella sua essenza.
Io resto qui, accanto all’essere più importante della mia vita.
Ascolto il vecchio sciamano e attendo il mio volo. Sperando di poterlo insegnare al mio cucciolo.
Provando ad insegnarli il just relax, take it easy.
Auguri ragazzo-uomo che hai saputo e voluto inseguire un sogno.
Pochi hanno questa fortuna. E questo coraggio.

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