Disclaimer: bottiglia “dimenticata” in cantina e riscoperta di recente
Ci sono bottiglie che si dimenticano in cantina.
E che quando tornano a galla diventano oggetto di curiosità.
E di sfida, perchè no.
Già, si ha l’idea che l’Erbaluce vada bevuto in fretta e furia, pena la perdita di qualità. Se non addirittura la “morte”.
Bene, questa bottiglia rappresenta la tesi opposta, ovvero che l’Erbaluce possa essere anche interessante nel lungo periodo.
Molto interessante.
Tratto che distingue l’Erbaluce è la sua acidità. E in questo Albaluce 2006 è ancora bella viva e presente.
I profumi e i sapori si allontanano dai classici ricordi fruttati e floreali giovanilistici e semplici.
Subito mi ha dato quasi l’impressione di qualcosa che possa essere riconducibile a note di idrocarburo, più facili da trovare in bianchi del nord europa. Ma ammetto, in questo caso, che forse questo ricordo/impressione sia più figlio dell’entusiasmo e della sorpresa piuttosto che qualcosa di così evidente e tangibile.
Sicuramente non “facile”, risulta giocare molto più sulla complessità, su qualcosa che definirei maturo.
Ma per nulla stanco, anzi, ancora molto vivo.
E anche all’assaggio mantiene queste caratteristiche.
Senza per questo avvicinarsi alla tipologia dei passiti, cosa che sarebbe anche lecito poter pensare.
No, una storia a sé.
Una bella sorpresa, nulla da eccepire.
A questo punto sono curioso di stappare il 2001 di un altro produttore canavesano che è riemerso dalla cantina.
Altro giro, altra corsa, altra curiosità, altra sfida.
Anche questo è il bello di assaggiare vini…




L’erbaluce è uno di quei vitigni che mi danno da pensare, ho la sensazione che non sia stato ancora trovata la quadra, molto variabile la qualità che si trova. Ma ultimamente ho assaggiato qualche buona bottiglia (da te consigliatami) che mi fa ben sperare.