Nuits Saint Georges 1er Cru Les Murgers 2002 – Domaine Rion

Disclaimer: bottiglia donata da un amico

Ovvero dalle stalle alle stelle (quasi).
Assaggiare questa bottiglia è stata una prova non indifferente.
Che ha messo in gioco la capacità di attendere e discernere.
Già, l’amico che te l’ha donata è curioso di sapere cosa pensi di questo 1er Cru di Domaine Rion.
Già, la stappi con delle aspettative, sapendo che il 2002 in Borgogna è considerata una buona annata.
Già, annusi il tappo, lo osservi e non mostra alcun difetto.
Già, lo versi nel bicchiere e la prima cosa che pensi è “sifone“.
Oddio, un odore assolutamente sgradevole. Senza mezzi termini, un vino che puzza.
E ti vengono alla mente le dispute che leggi sul vino naturale/non naturale, sul vino buono che puzza e via dicendo.
No, onestamente, a me un vino che puzza non ispira per nulla.
In fondo sono un esteta, in tutto e per tutto, anche a livello olfattivo.
E le puzze mi danno fastidio. Tremendamente.
Rotei il bicchiere, aspetti, rotei nuovamente.
Poco alla volta il manto puzzoso evapora, lasciando spazio ad altri sentori, profumi rarefatti che si arrampicano faticosamente.
Per poi esplodere, un paio di ore dopo, in un misto di spezie, tartufo, sentori più cupi di sottobosco e altri più luminosi che ricordavano i frutti di bosco. Un vino giocato sul chiaroscuro, che si cela e si mostra.
L’assaggio, fin da subito, fa emergere un vino nervoso, scalpitante, per certi versi che non vuole farsi ancora afferrare del tutto. Una bevuta non facilissima, per nulla immediata.
Interessante ed istruttiva bevuta. Ma che lascia un quid di irrisolto.
Un vino intellettuale più che carnale.
Un vino che conquista poco alla volta i due neuroni che hai nel cervello e che affascina, per quel velo di mistero dietro cui tende a nasconderti.
Ma che non riesce ad avvolgerti e conquistarti completamente.
Probabilmente perchè non sei ancora pronto ad avvicinarti a vini di questo tipo.

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