Ok, il prezzo è giusto

Disclimer: riflessioni personali

In questo momento su Twitter si sta scatenando una discussione interessante sul concetto del prezzo “giusto” per una bottiglia di vino.
Io sono un appassionato e un consumatore e quindi vedo solo il prezzo finale dell’intera filiera produttiva.
Parto quindi dal mio punto di osservazione.
A maggio dello scorso anno, mannaggia a me, ho ripreso a fumare.
E quotidianamente spendo 4,5 euro per un pacchetto di sigarette.
Soldi in fumo, nel vero senso della parola. Però è un dato oggettivo che escano dal mio portamonete.
E, a margine, non considero il fumare una passione, ma semplicemente uno stupido vizio.
Quindi, da appassionato di vino, mi verrebbe da dire che spendere quella cifra per una bottiglia non dovrebbe risultare “faticoso”.
Aggiungo: essendo a pranzo fuori casa, il consumo di vino sarebbe limitato alla sera.
E non essendo saggio tracannarsi tutte le sere una bottiglia, che il costo sarebbe quindi, nel mio caso, dimezzato.
Quindi per quella cifra (4,5 euro, bottiglia, prezzo di acquisto direttamente in cantina), penso al Grignolino di un’azienda di Portacomaro (tanto per fare un esempio tra i tanti) che per me è un ottimo prodotto.
Ok, questo è il mio banale punto di vista.
E altrettanto banale è affermare che trovare prodotti validi a prezzi bassi/giusti non è facile.
Diciamo che in generale, per sintetizzare, sono disposto ad innalzare l’asticella intorno ai 10 euro.
Perchè appassionato.
Ma inizia a diventare un costo non indifferente.
La crisi esiste, è palpabile. E si taglia laddove il consumo da effettuare non è primario.
E il vino, per quanto passione, non rientra nei bisogni primari.
Diciamocelo apertamente: la passione per il vino è un “gioco” costoso da sostenere.
Oltre alle bottiglie ci sono le “trasferte”, le visite a manifestazioni e via dicendo.
Oneroso.
Ma questo è un altro discorso, per quanto lo senta molto vivo.
Torniamo al punto di partenza. Il prezzo della bottiglia.

Cosa concorre a determinare il prezzo della bottiglia?

Ho approfittato e sondato il terreno con qualche amico produttore, che gentilmente si è prestato a rispondere a questa domanda.
Nella bottiglia, in senso figurato, troviamo:
materia prima
costi produttivi
costi promozionali (eventuali)

Ci sarebbero mille distinguo da fare, se le uve le produci o le compri, se hai un enologo da pagare, la manovalanza in vendemmia e via dicendo.
Facendo una media tra le cifre che mi sono state dette, il semplice liquido è intorno a 1/1,5 euro.
Poi ci devi aggiungere bottiglia, tappo, etichettatura, eventuale imballaggio. E si aggiunge (sempre mediando) un altro 1/1,5 euro.
Così, brutalmente, arrivi a 2/2,5/3 euro bottiglia.
Certo, se usi altri contenitori, tipo bag-in-box, alcuni costi si abbattono, ma non più di tanto.
O se lo vendi in damigiana tipo sfuso.
Sto parlando di vini di qualità di “pronta beva”. Se ci metti, come nel caso di alcune DOCG, affinamenti di tot anni, legni, vasche, etc etc, ovviamente i costi lievitano.
E poi, questi viticoltori, avranno diritto a guadagnarci qualcosa che ripaghi fatiche, incertezze e attese?

Ok. Siamo arrivati al dunque.
Vino quotidiano di qualità non può e non deve essere un ossimoro.
Quindi, per voi, quale è alla fine il prezzo giusto?

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