Disclaimer: riflessioni personali. Disegno realizzato con Paint da Nicolò, mio figlio, 9 anni
Definizione geometrica: Il punto è un concetto primitivo. Intuitivamente equivale ad un’entità adimensionale spaziale
Però ogni figura geometrica è formata da punti.
Il punto è un concetto essenziale. Senza di esso nessuna forma avrebbe ragione d’essere. E se qualunque tipo di figura si disgregasse, si spezzerebbe in milioni di punti.
Un punto però potrebbe provare ad essere altro da sé stesso.
Se si allungasse, deformasse, potrebbe costituire una linea. Ma tornerebbe ad essere ciò che è.
Da solo dà l’idea di essere “abbastanza” per sé stesso. Ma appunto, per costituire delle figure, deve per forza unirsi ad altri punti. Ma spesso questa unione si rivela essere fittizia. E torna ad essere punto. E riprova a formare altre figure, linee.
La sua massima espressione dovrebbe essere il cerchio. Ogni punto è equidistante dal punto centrale.
Un punto principale (il centro) intorno a cui si collocano altri punti, che tengono sempre la stessa distanza.
Distanza, che brutta parola… ecco perchè un cerchio, pur essendo perfetto geometricamente parlando, non può essere realmente perfetto. Nella distanza, nell’alterità, non si celebra la perfezione.
Il punto è, per sua stessa essenza, principio e fine.
Se usciamo dal domino geometrico si parla di punto anche in senso femminile.
La punta.
Ossia il punto più avanzato. Pensiamo ad una freccia.
Oppure il terminale del gioco del calcio, la punta, l’attaccante, il finalizzatore.
Ma ancor più interessante è la “grammatica”.
Punto esclamativo, punto, punto e virgola.
E in assoluto punto di domanda.
Mi affascinano tutte queste combinazioni che possono essere abbinate al punto.
In fondo anche l’essere umano è, banalmente a dirsi, un punto.
Ovvio, fior fiori di filosofi e pensatori lo hanno già detto. Sto scrivendo, in fondo, banalità.
Però anche nella banalità si trova qualcosa di utile.
Bisogna ricordarsele certe banalità.
(sottolineo il concetto di banalità, facendo ripetizioni “fastidiose”, proprio per scolpire nella mente questa parola)
Linea, cerchio, figure geometriche non sono altro che forme di relazioni tra i vari punti, ossia gli esseri umani.
Che alla fine, accidenti, non sono altro che punti.
Solitari.
Nella loro finitezza e nella loro vana pretesa dell’infinito.
Ma sono soprattutto punti nel loro essere punti di domanda.
A cui spesso, purtroppo, non è possibile dare risposta.


davvero bello…è la prima volta che commento un tuo scritto anche se sono un frequentatore del tuo blog da parecchio tempo. Condivido con te l’amore per la Val d’Aosta e dei suoi vini e in generale dei vini di montagna. Ieri per esempio ho bevuto un cornalin dei fratelli Grojean davvero piacevole, un ottimo vino per accompagnare un pasto poco impegnativo. Complimenti e continua così
Grazie per la visita e per gli immeritati complimenti. Il Cornalin di Grosjean è una bevuta molto interessante e piacevole che merita
saluti