Rosatello 2009 – Guglielmo Winery

Disclaimer: bottiglia regalata da Paul Cattrone, produttore americano

E’ quasi passato un anno da #grignolino1. All’epoca, alla ricerca di bottiglie anarchiche, scoprimmo l’esistenza del grignolino negli Stati Uniti.
Provammo a portare delle bottiglia alla degustazione ma la cosa risultò impossibile, per costi e tempistiche. Qualche mese più tardi, Paul Cattrone, produttore americano, venne in Italia e portò con sé una bottiglia di Rosatello, il nome con cui la Guglielmo Winery commercializza il suo grignolino d’oltreoceano.
E finalmente lo si è assaggiato.
Molto diverso da quello a cui siamo abituati: innanzitutto leggermente sparkling, colore cerasuolo, ben distante dai colori e dai sentori “consueti”. Molto fruttato, frutta matura (forse i due anni sulle spalle hanno contribuito a questa evoluzione). Un tratto che mi ha colpito è un sentore di melograno (non lo amo per nulla e quindi l’ho ritrovato immediatamente) e l’assoluta mancanza di speziatura.
Morbido, morbidissimo, una leggerissima nota dolce, per quanto il produttore dichiari una percentuale zuccherina bassissima: dimenticatevi l’anarchia tannica o acidità taglienti. E’ proprio il contrario.
Una bevuta da aperitivo, un bicchiere da spiaggia, oceano e Beach Boys per restare negli stereotipi.
Al di là dell’assaggio in sé, è interessante scoprire come un vitigno può essere interpretato in maniere così differenti in diverse parti del mondo.
Esplorare, conoscere e incuriosirsi.
Anche questo può fare una bottiglia di vino.

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