Disclaimer: bottiglia acquistata direttamente dal produttore.
Avevo già parlato di questo vino, a proposito del 2008 (qui).
Memore della piacevolezza di quella bevuta, l’ho voluto riassaggiare, millesimo 2010. E devo confermare quanto avevo già detto in passato.
Minor complessità al naso, dove le note speziate riscontrate in passato lasciavano il passo a ricordi più legati al fieno e alla frutta molto matura.
Quello che più mi sorpreso è una nota di pienezza che in passato non avevo riscontrato.
Opulento, mi verrebbe da dire. Ricco, volendo esagerare quasi materico per certi versi.
Non così beverino e “facile” come si potrebbe pensare (sia chiaro, è un vino che scende che è un piacere. Ma non è per questo il classico e slavato bianchino da aperitivo che nulla lascia).
E poi quella verticalità, quella inconfondibile acidità e mineralità. Teso come un arco che sta per scoccare una freccia.
Oramai è un classico dei vini valdostani.
Quell’elemento è riscontrabile in moltissime bevute dell’amata Valle e li connota in maniera evidente.
Anche se non è un vitigno autoctono, non penso sia un’eresia definirla una bevuta di territorio.
In ogni caso una bevuta convincente.
Da avercene….


Più leggo il tuo blog, e le tue sempre avvincenti recensioni, più sale la voglia di venire a trascorrere una giornata per cantine in Val D’Aosta…
se il bel tempo regge uno dei prossimo we si organizza!
un saluto
Massimo
Ho provato recentemente una 2007 e non mi ha convinto proprio per questa sua opulenza, queste sue note di frutta matura, 14° alcolici belli cicciotti, sapidi ma poco taglienti, poco verticali e molto orizzontali.
Il naso è variegato ma poco complesso ma sopratutto al palato l’ho trovato monocorde e stancante, diciamo che ho anche voluto metterlo alla prova bevendo a fine 2011 (dicembre) una annata non giovane e peraltro calda metereologicamente.
Un’amica che ha provato la 2010 la riscontrata meno modernista (tonda e opulente) di come l’ho vista io…dovrò riprovare la boccia magare con meno anni sulle spalle, ma non sono sicuro che sia proprio territoriale la vedo più come un Pinot Gris New Age!!!
Ciao Claudio, il bello della degustazione è proprio questo, poter trovare aspetti e sensazione diverse
cmq il 2010 è sicuramente più fresco e verticale, per quanto ricco. Sul “Pinot Gris New Age”, concedimelo, dissento, anche perchè penso (presuntuosamente) di conoscere la filosofia produttiva di Marco Martin e non mi pare che si faccia attirare dalle mode o derive moderniste. Poi posso sempre sbagliare. Però questa è la mia impressione. Saluti
Il bello del confronto su un bicchiere di vino è proprio questo, la diversità soggettiva delle sensazioni provate e la possibilità di confrontarsi apertamente, alzo le mani sulla filosofia di Marco Martin che non conosco personalmente.
Ti saluto con affetto e a presto risentirci