Trento Doc Spumante Brut – Ferrari

Disclaimer: bottiglia acquistata in GDO. 13,86 euro. Immagine presa dal web

Dopo il post sulla Cuvée Imperiale di Berlucchi e i relativi commenti, su Twitter è nata, un po’ gogliardicamente, una proposta di confrontare quel vino a quelli di Ferrari.
Detto e fatto.
Stesso ipermercato Coop, stessa corsia “enoica”, Ferrari e Berlucchi distanziati di pochi metri.
Differenza di prezzo di circa 3 euro.
Stessa sboccatura, 2011.
Non parte benissimo, questa bottiglia di un produttore che evoca corse automobilistiche a 300 all’ora.
Freno tirato, pochi profumi e poco grip all’assaggio.
Sbanda e stenta un po’, forse anche a causa di una temperatura di servizio troppo bassa.
Dopo il giro di ricognizione un attimo di pausa.
Si passa ai box (detto in parole povere si aspetta circa 10 minuti prima di ritornare sul bicchiere).
I profumi iniziano a salire, il motore sembra essersi scaldato.
Sentori molto classici, crosta di pane, fiori e frutti.
Tutto abbastanza “fresco” e giovane.
L’assaggio è decisamente più convincente rispetto a prima.
Discretamente elegante, paga un po’ le bolle non finissime che non gli permettono di spiccare del tutto il volo.
Si fa bere, anche con piacere.
Bella acidità e buona profondità, discreta persistenza.
Però non l’ho trovato dozzinale, per riprendere quello che dissi a proposito del Berlucchi.
Qui c’è una nota leggermente più elegante.

Per trovare passione, credo tocchi investire qualche euro in più” scrisse una commentatrice a proposito del Berlucchi.
Non posso dire che qui ci sia stata la passione travolgente.
Questa di Ferrari non sarà mai la “bottiglia della vita”.
Però, con qualche euro in più, ho sicuramente trovato un bicchiere molto più convincente.
Cambiando etichetta.

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