Malvasia di Casorzo Doc – Cantina Sociale dei Produttori di Casorzo

Disclaimer: bottiglia acquistata in cantina. 3 euro

Un tempo lo avrei bollato come vinello.
E lo avrei disdegnato.
Sbagliando.
I preconcetti, i costrutti mentali, ti fregano.
Poi per fortuna ho incontrato persone che mi hanno insegnato ad assaggiare i vini a mente sgombra.
Senza pregiudizi di nessuna sorta, come se si fosse in una situazione di costante tabula rasa.
Sarebbe utile applicare anche questo atteggiamento nella vita quotidiana.
Ma qui trascendiamo in filosofia.
E non sono bravo a filosofeggiare.
Quindi vi risparmio.
Un giorno un amico mi chiama e mi dice di essere a Casorzo. E gli chiedo la cortesia di portarmi una bottiglia della “celebre” Malvasia di quel comune.
Lui va alla Cantina Sociale di Casorzo e gentilmente dà seguito alla mia richiesta.
Giorni dopo mi porta la bottiglia e al momento del pagamento resto stupito: solo 3 euro.
La lascio lì per qualche tempo e poi arriva l’occasione “giusta” per aprirla.
Curiosità, senza eccessive aspettative.
Naso non pulitissimo all’inizio, poi ricordi di rosa e fragole.
Didattico.
Semplice.
Beverino.
Petillant e giustamente dolce.
Non particolarmente lungo.
Ma ci si aspetta qualcosa di diverso da un bicchiere come questo?
Un “bibita” verrebbe da pensare, senza necessariamente dare un’accezione negativa a questa definizione.
Una bevuta senza tanti pensieri, piacevole nella sua giustezza e semplicità.
Considerato il prezzo, il rapporto qualità/prezzo è più che soddisfacente.
E la bottiglia è finita in fretta.

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