Alto Adige DOC Gewurtztraminer Lunare 2007 – Cantina di Terlano

Disclaimer: bottiglia ricevuta in regalo.

E sia Gewurtztraminer.
Ma non banalotto, di quelli che profumano tanto e poca soddisfazione regalano.
Questo Lunare 2007 della Cantina di Terlano, una delle migliore cantine sociali italiche (più o meno italica), è bevuta che parte da ben altri presupposti.
Non è come di quelle dame che per attirare l’attenzione devono coprirsi di quintalate di profumo.
E poi rivelano il loro buco nero.
Questo vino è seduttivo.
E la seduzione e l’eleganza sono ben altro dal mettersi volutamente in mostra.
La seduzione è l’esatto opposto della pornografia ginecologica, dove tutto è mostrato ed esasperato.
La seduzione può essere rappresentata da tre gocce di profumo, come affermava una delle donne più desiderate del pianeta.
La seduzione può essere un sorriso o uno sguardo.
La seduzione è uno svelarsi poco a poco.
E questo Lunare, al di là dell’innegabile piacevolezza anche nell’immediato, è chiaroscurale, variegato e sfaccettato.
Come in un gioco di seduzione prima sembra mostrarsi per poi celarsi.
Per poi tornare poco alla volta, donando altri particolari.
Frutta matura, spezie, erbe aromatiche se vogliamo “banalizzarlo” con descrittori.
Ma va ben oltre.
E anche per l’assaggio non ci si deve fermare alla superficie delle cose.
Verticale ed elettrico.
Ipnotico, come le sirene di Ulisse non ti permette mai di avere il bicchiere vuoto.
Ma se ti fermi un attimo, senza farti attirare dal canto dell’immediatezza e della “faciloneria”, ecco apparire altri racconti.
Altre sensazioni.
Di rotondità, morbidezze che giungono quasi inaspettate.
L’errore che ho commesso è che la bottiglia doveva riposare qualche anno in più in cantina.
Perchè sono certo che la soddisfazione sarebbe stata ancora più grande.
Ma non lamentiamoci sul latte versato… meglio, sul vino bevuto.
Perchè, in ogni caso, fare parte, o essere irretiti, nel gioco della seduzione è sempre bello e piacevole.

Non è stato facile per me trovarmi qui, ospite inatteso, peso indesiderato, arreso,
complici i satelliti che riflettono un benessere artificiale, luna sotto la quale parlare d’amore.
[...] la vita reale, che invece è imprevedibile e non il frutto di qualcosa già scritto, su un libro che hai già letto tutto
ma io, io, io no. Io, io, io… Io vengo dalla luna.

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