Champagne Grand Brut – Perrier Jouet

Disclaimer: bottiglia degustata ad una cena con amici. Costo non pervenuto

Sarà, ma ultimamente la mia sete di “bolle” cresce sempre di più.
E grazie alla ben fornita cantina di un amico mi trovo sulla tavola questa bottiglia.
Classico blend dei tre vigneti deputati, bottiglia dall’estetica che un po’ colpisce per una certa aria un po’ retrò.
Non per niente gli altri vini della maison Perrier Jouet richiamano quel periodo storico e culturale conosciuto come Belle Epoque.
Immagino quel periodo come qualcosa di gioioso e brillante, un po’ volubile e libero.
Dove gioia e voglia di vivere la facevano da padroni, nonostante l’imminente tragedia della prima guerra mondiale.
Sarebbe bello poter vivere la propria vita unicamente in questo modo.
Sorridere, inseguire le proprie chimere, i propri sogni, gioire di piccole e grandi gioie quotidiane.
Purtroppo l’esperienza mi insegna che i sogni sono arabe fenici e dietro l’angolo si nasconde qualcosa che può ofuscare la propria speranza.
Mi sono avvicinato con questo spirito a questa bevuta, con sentimenti contrapposti.
E come diceva pochi giorni fa un blogger molto più autorevole di me, il contesto (e i propri sentimenti), determinano le proprie sensazioni.
Le note di degustazione, di fronte ad una bevuta del genere, non possono essere altro che positive.
Belle bollicine danzanti, bel naso giovane, frutto e agrumi, pompelmo in particolar modo, fiori.
In bocca abbastanza teso ed acido, anche se mi sarei aspettato maggiore verticalità.
In definitiva un bel bichiere, piacevole e beverino.
Di quelli che vorrei avere sempre nel bicchiere.
Ma… la soggettività e il ricordo non lo rende una bevuta straordinaria.
Il proprio io colpisce e abbassa lo stupire.
E la meraviglia si trasforma in ricordo, il ricordo in delusione.

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