Chablis Grand Cru Vaudésir 2006 – William Fevre

Disclaimer: bottiglia acquistata tempo fa in enoteca. Circa 100 euro.

Nota a margine: qualche anno fa mio padre mi regalò un buono da spendere in una delle enoteche più “fighe” di Torino. E feci questo “investimento”. Era giunto il momento di aprirla, la situazione meritava.

Non sono mai andato a puttane. O per essere più elegante, non annovero frequentazioni con prostitute o escort.
Per scelta “politica” innanzitutto.
La prostituzione è il mestiere più antico del mondo.
Siamo realisti, domanda e offerta ce ne saranno sempre.
E quindi trovo assurdo, ingiusto e pericoloso che debba essere in mano alla malavita, che regge il tutto sullo sfruttamento.
Penso, magari provocatoriamente, che dopo uno stato spacciatore (sigarette), uno stato usuraio (tasse, balzelli e cosa più grave liberalizzazione del gioco d’azzardo), uno stato pappone potrebbe anche esistere. Per contrastare criminalità e sopraffazioni.
A parte queste considerazioni, perchè parlare di vino e prostituzione abbinandoli insieme?
Perchè questa bottiglia è una gran bottiglia.
E ho immaginato a come potrebbe essere frequentare escort di alto lignaggio.
Donne geisha, ma non solo, consapevoli della capacità di dare piacere emotivo, intellettuale e fisico ad uomo (che poi ci sia un passaggio di denaro è un altro aspetto).
Insomma, questo vino è una splendida escort nell’aspetto (colore).
Affascinante nel dialogo e nell’approccio (i profumi, raffinatissimi ed eleganti, seppur molto netti e puntuali).
Godibilissima nel tutto, fino a sfociare in un orgasmo da urlo (assaggio verticale, ricco e opulento).
Però…
Però fare sesso, l’amore, con una donna che si ama (e non che si paga) è tutt’altra cosa.
C’è emozione, coinvolgimento, passione.
Che nessuna escort, per quanta brava, potrà mai darti.

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