Trento Doc Maximum Brut – Ferrari

Disclaimer: bottiglia degustata con amici. Prezzo non pervenuto

Mi piacque il Brut di Ferrari.
E una sera, con amici, mi sono ritrovato nel bicchiere il “fratello maggiore”, il Maximum.
Chardonnay in purezza, almeno 36 mesi sui lieviti.
Una buona bevuta, senza ombra di dubbio, che conferma, migliorandosi, quello che avevo trovato nel prodotto base.
Qui, rispetto al fratellino, c’è una bolla molto più elegante e fine.
Per certi versi “rarefatta”.
Non un’effervescenza esplosiva.
Molto più sottile.
Naso che colpisce per una nota quasi dolce, burrosa ma non stucchevole.
Oltre ai classici sentori da metodo classico, s’intende, con frutti e lieviti che non si nascondo certamente.
La nota “dolce” si perde completamente con la verticalità dell’assaggio, dove qualunque tipo di residuo zuccherino non si percepisce.
“Morbido” il giusto, per quanto si possa parlare di morbidezza in questo caso, è sicuramente di beva piacevole e leggera, che non stufa.
La nota di eleganza, già riscontrata nel Brut, si conferma, leggermente potenziata.
Non siamo ancora a livelli d’eccellenza, sia chiaro.
Ma sicuramente è un bel prodotto.

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