Vino Nobile di Montepulciano Riserva Docg 2003 Riserva dei Mandorli – Az. Agr. Romeo

Disclaimer: bottiglia donatami da mio padre

Metti una sera in cui inviti a cena tuo padre.
Forse una delle poche volte in cui ha tempo per rilassarsi una sera.
Ovviamente cena carnivora.
E lui si presenta con questa bottiglia, Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2003, dell’azienda Romeo.
Era da un po’ di tempo che mi diceva che aveva piacere di aprirla con me per avere il mio parere.
A margine: è da lui che ho ereditato la passione per il vino.
Ma ora, quando sono in sua compagnia, la scelta del vino capita sempre a me, visto che dice “che si fida“.
E’ una bella responsabilità questa “inversione dei ruoli“.
In fondo mi sento ancora molto figlio e non “uomo” alla pari con lui.
E penso sia giusto così.
In più, oltre questo aspetto psicologico non da poco, è una bottiglia del 2003.
Anno di nascita di mio figlio.
Annata dal punto di vista enologico abbastanza complicata, visto il gran caldo che ci fu.
Bottiglia discreta, mi viene da dire.
Buona acidità, abbastanza polposo, indicato con la cena carnivora.
Beva non facilissima, un po’ pesante.
C’è però un aspetto che mi ha “indispettito”
Ed è, mi spiace essere tranchant, una trave di legno che si impala tra naso e palato.
Tanto, troppo sentore di legno.
Non rientra nelle mie corde.
Per essere onesti questo aspetto non è stato così evidenziato da mio padre, forse sono io troppo sensibile.
Sia chiaro: non è un modo per dire che non bisogna usare i legni in cantina, le barriques o via dicendo.
Nè, tanto meno, quanto usarle
Non sono vigneron e non ho le competenze per dire determinate cose.
Però da consumatore dico semplicemente che non amo troppo questa sensazione legnosa.
E questo è un punto di vista assolutamente personale.

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