Ci sono situazioni, cose e persone che danno la misura delle cose.
Che donano nuovi “parametri” con cui rapportarsi alla realtà.
Come se fossero delle lenti nuove date ad un miope, attraverso cui poter vedere meglio ciò che circonda.
Come un amore verso un figlio o una donna che all’improvviso ti fanno spalancare gli occhi e capire di botto che tutto quello che era prima non sarà più “come prima”.
E spesso e volentieri, di fronte a questi grandi sentimenti, magari farti sentire migliore.
Per tornare con i piedi per terra, o con il naso nel bicchiere, possiamo considerare questo Chardonnay 2009 di Coche-Dury come quelle famose lenti che ti aiutano a rivedere quelle piccole certezze che si avevano.
Subito ti smontano e magari ci rimani male. Ma successivamente sei indubbiamente più “forte”.
Stiamo parlando di un vino “base”, ammesso che di fronte a un produttore mitologico si possa usare questo termine senza timore di essere fulminati seduta stante.
Stiamo parlando di un vino infante, giovanissimo.
Profumi delicati e puntuali.
Certamente non ci senti strani frutti esotici che fanno alzare il sopracciglio.
Profuma come quei prati dove è stata appena tagliata l’erba, dove ci si rotolava quando si era bambini.
Profuma come quel vento che sentivi battere sul viso mentre correvi a rotta di collo prima del tuffo nel fieno.
L’assaggio è verticale ed elettrico.
Mineralità e acidità da vendere, profondità e lunghezza di quelle che riescono a stupire.
Quasi opulento.
Sicuramente generoso, per usare una categoria coniata dall’amico Jacopo.
E nonostante questa apparente opulenza, o forse proprio per questo, la beva è di quelle che non ti stufa.
Anzi.
Come ho letto qualche tempo fa su qualche social network, “lasciatemi affogare nello Chardonnay di Coche-Dury“.
La risposta a quella affermazione fu “impossibile, prima di affogare te lo bevi tutto“.
Grande verità.
Come grande verità è che, dopo questa bevuta, i miei confini e la mia consapevolezza hanno fatto un passo in avanti.
E nulla sarà più “come prima”.
Bourgogne Aoc Chardonnay 2009 – Domaine Coche-Dury
– 27 luglio 2012Posted in: Francia, Vino Estero




Alcuni anni fà ne trovai un paio di bottiglie in enoteca a circa 35 euro ciascuna.
Ci pensai su alcuni giorni, era il 2004, quando decisi purtroppo ormai le bottiglie si erano volatilizzate.
Mi sto mangiando le mani ancora adesso……
@Daniele: di fronte a certe bottiglie non bisognerebbe mai esitare
capisco il tuo mangiarti le mani….
Purtroppo avevo già alcune bottiglie di borgogna bianco in casa, e l’annata 2004 non è stata entusiasmante, questo mi ha fatto temporeggiare un attimo.
Solo dopo mi sono reso conto che è un vino praticamente introvabile.
Tu lo avrai comprato sicuramente in loco.
Enoteca ?
Il produttore penso che non venda direttamente.
Se non sono indiscreto, posso chiederti il prezzo ?
@Daniele: l’ho bevuto in Borgogna nel corso di una cena. Non saprei dirti il costo poichè non ho avuto modo di consultare la carta dei vini.