Lison Pramaggiore Doc Chardonnay 2010 – La Pracurte

Disclaimer: bottiglia acquistata in GDO. Euro 4,65

Capita di invitare all’ultimo amici a cena.
Pensare a qualcosa da preparare e avere necessità di vino bianco per sfumare.
Nota bene: in cucina me la cavo, stile livello sopravvivenza.
Lungi da me ritenermi il re dei fornelli.
Quindi esci di corsa dal lavoro, vai al supermercato più vicino a casa e ti inoltri nella corsia dei vini.
Cercando qualcosa di non troppo costoso ma che mi convicesse.
Quindi vedo questo Chardonnay 2010 di La Pracurte.
Lo acquisto, porto a casa, utilizzo quel poco che basta in cucina e metto in frigo.
Un paio di sere dopo, grande calura e un po’ di pesce nel piatto, mi ricordo della bottiglia.
Verso nel bicchiere.
Bel colore, il giusto colore.
L’abito adatto per ogni occasione informale.
Primo pensiero appena messo sotto il naso: che gran ruffiano.
Profumi dolci, fruttati, potenti.
Ipnotici.
Per fare un paragone sembra una giovane donna tutta scosciata e poco vestita.
Carina magari, ma la seduzione è tutt’altra cosa.
Non riesci a non vederla, anche se ti metti di impegno, volgendo lo sguardo altrove, la noti ugualmente.
L’assaggio però rivela un po’ meno di faciloneria.
Buona acidità, discreta durata.
Si fa bere con piacere e semplicità.
Onestamente non so se alla cieca avrei detto che era chardonnay.
Onestamente ho altri ricordi e parametri.
Però, altrettanto onestamente, dicessi che non mi è piaicuto, mentirei.
Per 4,65 euro, d’estate, con il caldo, va bene così.
Per chiudere il paragone fatto sopra, anche l’occhio talvolta vuole la sua parte, senza soffermarsi troppo sul dettaglio e sul fascino.

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