Trento Doc Riserva Lunelli 2004 – Ferrari

Disclaimer: bottiglia regalata dall’amico Giuliano Abate

Ci sono momenti, periodi, in cui non hai voglia di nulla.
Pensi solo alla contingenza.
Alla materialità. Alle fatture non incassate.
E ti domandi se a qualcuno fotta qualcosa di quello che dici.
Egocentrismo, sì, come direbbe l’amico Fiorenzo Sartore, zilianate.
Lo ammetto, in questo mese e mezzo di silenzio ho più volte pensato di mollare tutto.
Capita, troppo di frequente, di non sentirsi all’altezza.
Di non avere argomenti.
Di non essere “abbastanza”.
Laico, anarchico, intellettuale, rozzo, immediato, facile, difficile.
Ma vaffanculo, io sono così.
Poi capita di ricevere alcuni messaggi privati.
Mio padre, produttori amici a cui voglio un gran bene e che mi chiedono il perchè non scrivi più.
E rifletti.
Rieccomi in pista. Più debole di prima, senza certezze.
Io sono un anarchico, laicissimo, assaggiatore e misero “scrittore”.
Che racconta emozioni di un istante, fissa il momento.
Io non ho priorità o linee editoriali.
Io sono così.
Prendere o lasciare.
Ecco avevo assaggiato questo metodo classico 2004.
Grande bolla.
Eppure qualcosa mi lascia perplesso.
Ma io non ho certezze, io non insegno ai vigneron come so fa il vino.
Io, al massimo, posso dirti se è buono.
PER ME.
Questo è ottimo.
Con le circostanze giuste, con la compagnia giusta.
Probabilmente sarebbe buono “in assoluto”.
Perchè è rotondo, piacevole al naso, non chiede nulla in bocca. Completo, in ogni sua parte.
Averlo ricevuto come dono, e averlo bevuto con persone amiche aiuta assai.
Un vino “copertina”.
Un vino plaid.
Un vino che quando hai freddo, sei triste, la donna non te la dà… ecco, ti fa sentire meno solo e meno sfigato.
Un vino che ti dà, comunque, emozioni.
Io sono un anarchico, laicissimo, assaggiatore e misero “scrittore” (auto cit.)
E non capisco un cazzo di vino.
Ma questo mi è piaciuto assai.

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