Mosto parzialmente fermentato Rodotiglia 1996 – Soria e Pavia

Bottiglia scovata nella cantina di Tartetatin

Metti che…
Metti che scendi nella cantina non tua con l’onere-onore di trovare una bottiglia da abbinare al dessert…
così, all’ultimo, senza alcun preavviso.
ti giri, ti guardi intorno, osservi le bottiglie più o meno ordinate
e ne trovi 3 di un mosto parzialmente fermentato.
guardi l’anno, 1996. Pensi che saranno pronte per il lavandino.
Ma qualcosa ti dice di tirarne su una e metterla in fresco ugualmente. A dispetto della razionalità e di quello che pensi.
Sali verso casa, fantasticando su quali mirabili imprese potrebbe aver affrontato quella bottiglia, dismessa nella sostanza e dismessa nell’apparenza.
La apri, dopo un minimo di fresco.
Il tappo è integro, perfetto.
Nessun difetto apparente.
Il colore tra il dorato e l’ambrato.
Un po’ spesso, lo vedi sul bordo del bicchiere mentre versi.
Allunghi il bicchiere sotto il naso e le categorie che ti eri immaginano vanno a quel paese.
Smaltato, un briciolo.
Frutta surmatura, tanta.
Fichi, frutta candita.
Osservi la bottiglia e non ti pare possibile. Profumi da passito di prima classe.
Assaggi, sempre più curioso e con un pizzico di incredula emozione.
Acidità ancora presente, dolcezza giusta.
Quella rotondità mediata e avvolgente che ti fa sognare.
Una sorpresa ad ogni sorso, una piacevole gita fuori porta un po’ autunnale.
Meraviglie da un vino.
Meraviglie di una bottiglia dimenticata in cantina e generosamente condivisa con gli amici.
In quella cantina ce ne sono altre 2.
E non sfuggiranno alle mie grinfie 🙂

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