Valle d’Aosta Doc Chambave 2004 – La Crotta di Vegneron

Bottiglia acquistata in cantina tanto tempo fa. Non rammento il prezzo

Era da tempo che mi guardavi, lì, in mezzo a tutte le altre.
E tutte le volte mi dicevo “devo trovare la giusta occasione“.
Il tempo inesorabilmente fuggiva via e quel momento “giusto” non pareva mai venire.
E poi un giorno decidi che, giusta o sbagliata fosse l’occasione, era giunto il tuo momento.
Ti stappo con la giusta delicatezza che si deve a una bottiglia con qualche anno sulle spalle.
Penserete che sono sono esagerato, non è mica un Barolo.
No, è “solo” uno Chambave 2004. Solo, ovviamente, per modo di dire.
Prevalenza di Petit Rouge e altri vitigni a bacca rossa valdostani.
Non avevo mai sperimentato uno Chambave con 8 anni sulle spalle.
Tra il curioso e il timoroso annuso il tappo, un po’ bruttino all’aspetto.
Sembra a posto.
Verso un paio di dita nel bicchiere e come se ti avessi disturbato non mi mostri subito il tuo lato migliore.
Chiuso, ridotto, leggermente puzzone.
Allora decido di essere drastico: roteo veementemente il bicchiere, da navigato sommelier (ma anche no…)
Sembri tramortito da tanto impeto. Piano piano ti rilassi.
E viene fuori qualcosa di interessante: sentori quasi di terra, i frutti rossi più che stramaturi che si fanno pian piano strada. Qualcosa che ricorda il tabacco.
Poi decido di assaggiarti: e questa volta sei tu a darmi un cazzotto, con un tannino vigoroso e un’acidità per nulla smorzata.
Sei come l’apparenza di alcune persone anziane: segnato dal tempo fuori ma sbarazzino e con tanta voglia di vivere dentro.
E’ una lotta tra due anime, l’austerità e la “vetustà” del naso contrapposta alla vivacità della beva.
Con il passare dei minuti diventi caldo e avvolgente e smetti di tirare cazzotti, senza per questo far venire meno il tuo essere impetuoso.
E ti fai apprezzare, lentamente.
Il tempo fugge via, sempre, ma per un attimo, in questo bicchiere, sembra essersi piacevolmente fermato.

About enofaber