Valle d’Aosta Doc Blanc de Morgex et de La Salle Nathan 2009 – Ermes Pavese

Disclaimer: foto presa dal web. Mi è capitato di sentirmi dire che celebro un po’ troppo acriticamente i vini della Valle d’Aosta. Ho ricevuto questo scritto di Elena Bardelli, sicuramente non “favorevole”. Ho deciso di pubblicarlo

Il nome non te lo scegli, ti viene dato dai genitori.
Si dice anche che l’abito non faccia il monaco. Dicono.
Ti presenti e subito mi viene da ridere quando sento il tuo nome. Se non erro dovrebbe avere pure un significato tipo “dono di Dio“, ma a me mette subito un misto di ilarità ed inquietudine dato che ti associo all’erede Briatore.
Ok, questo è un mio problema, oltre ad avere gusti più classici tendo sempre a fare associazioni tra cose, persone, situazioni e via dicendo.
Andiamo oltre, inutile perdersi su queste sciocchezze di cui una persona non ha colpe, se non avere dei genitori “estrosi”.
Purtroppo, pur avendo una mentalità aperta, mi tocca comunque confrontarmi con l’apparenza.
Sebbene sia solo una facciata, resta sempre un biglietto da visita che ci da una prima idea di chi abbiamo di fronte. Ed ecco, non ti basta avere quel nome, hai pure un aspetto ridicolo. Un nanetto cicciotto, con il culo basso ed un abbigliamento colorato che esalta le già abbondanti curve.
Certo, ci fermassimo qui nel conoscere una persona, saremmo sicuramente degli individui tristi che badano solo alla facciata.
Tutti meritano un’occasione, di mostrare quello che sono. Solo dopo questo ognuno è libero di pensare se quella persona rientra nelle proprie corde.
Priva da pregiudizi voglio approfondire la tua conoscenza.
Lo ammetto, la partenza non è delle migliori.
Mi parli, ti chiedo, mi rispondi, cerco di capire.
Alcune cose, però, proprio non le capisco. Non penso di essere ottusa ma, dimmi, che senso ha? Perché nascondere quello che si è?
Probabilmente sono io l’alieno di questa stanza, che non solo non ti apprezza ma prova anche antipatia per quel modo di fare che, a casa mia, verrebbe definito “buono per tutti i culi“. Per farti apprezzare dai ragione a tutte le persone sedute a questo tavolo, ruffiano e piacione. Non solo sei una banderuola, ti atteggi pure da sofisticato esibendo paroloni fuori luogo, di cui non conosci il significato, che non appartengono né a te né alla situazione.
Chi un minimo mi conosce sa che la diplomazia non è sempre il mio forte e, prima che te ne esca con frasi tipo “sono stato frainteso“, ti placo. Basta, mi hai stufato, tu e il tuo fare da prima donna che DEVE per forza essere al centro dell’attenzione.
Se mi fossi voluta fare un giro intellettuale e filosofico lo avrei fatto con con chi ne ha le carte, magari sorseggiando un ottimo torbato.
Ma tu non sei quello e il tuo volere appararire ad ogni costo ti rende odioso.
Vabbè, per fortuna il mondo è vario e a qualcuno la tua compagnia piace.
A me no.

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