Io scrivo, tu commenti

Immagine presa dal web

Dai, diciamoci la verità.
Scrivere su un blog è sì fatto personale e forse “intimo”. Ma in cuor nostro speriamo sempre che qualcuno ci possa leggere.
Che sia la mamma, il papà, la fidanzata o l’amico, poco importa. Altrimenti torneremmo indietro di qualche anno e useremmo un bel diario da chiudere nel cassetto dove poter celare i nostri segreti.
Ovvio, il parlare di vino è ben diverso dal consegnare i propri pensieri al diario adolescenziale: però capita che anche in questo ambito si tirino fuori pensieri e riflessioni. E per fortuna, dico: non siamo esseri a compartimenti stagni, anzi.
Ovviamente esponendosi in rete capita, dopo un po’ di tempo, che arrivino sconosciuti (o presunti tali) a leggerti.
E capita anche che qualcuno possa dire la sua: l’anima del blog è anche questa, la possibile interazione tra soggetti.
Nella maggior parte dei casi, a meno che non si sia particolarmente stupidi o cattivi, i commenti saranno più o meno favorevoli o comunque, laddove negativi, indirizzati verso un confronto.
Poi ci sono i commenti a gamba tesa, che spesso e volentieri nascono da fraintendimenti, che purtroppo non recano in sé la volontà di confrontarsi ma la semplice voglia di sfogarsi e far roteare la lingua senza domandarsi più di tanto il reale senso dello scritto (qui un esempio recente).
Infine ci sono gli insulti: ma questo rientra nell’ambito dei troll, di chi non ha tempo da spendere meglio e si diverte a offendere (vedi il mio “amico” Realdo).
Sul discorso di moderare o meno i commenti ci sono diverse scuole di pensiero: chi li vuole assolutamente liberi, chi assolutamente moderati. Io ho scelto una policy “democristiana” o “cerchiobottista”: se è la prima volta che scrivi ti modero, dal secondo commento in poi non c’è più il passaggio della moderazione. Penso che possa essere un giusto equilibrio.
In tutti i casi, con o senza moderazione, pubblico i commenti senza censurarli. I troll, regola ferrea, li fanculo direttamente, senza troppi complimenti.
Questo, ovvio, è il punto di vista di chi ha un blog, del “padrone di casa”.
Però sono anche un accanito lettore e mi faccio un sacco di problemi se devo commentare un post altrui.
Primo: rileggo un sacco di volte lo scritto per capire se ho capito il senso del post e se ho effettivamente qualcosa da dire.
Secondo: devo avere argomenti e non limitarsi al “bello” o “brutto”, al complimento fine a sé stesso o all’insulto (questo mai, comunque).
Terzo: cercare di essere sempre e comunque gentile e rispettoso, anche nel dissenso, per favorire una discussione costruttiva.
Forse solo una volta, nella mia “carriera”, ho violato queste regole: inutile versare lacrime o prostrarsi, quel che è fatto è fatto.

Quindi concludiamo, caro lettore: prima di scrivere, di lasciare le tue impressioni, cerca di capire il vero senso di quello che trovi scritto e dai un senso a ciò scrivi. E soprattutto, in caso di dissenso, motiva il tuo dire, per permettermi di rispondere in maniera giusta e corretta. Poi, ricorda sempre questa regola aurea caro lettore: se non ti piace quello che scrivo, allora risparmia il tuo tempo nel leggermi. E proprio vuoi farlo e poi contestarmi, usa almeno un atteggiamento educato e rispettoso.
Qui puoi star certo che verrai trattato con lo stesso rispetto.
Altrimenti, se hai voglia di cercar rissa o insultarmi, stai pronto a essere ripagato con la stessa moneta.
Patti chiari e amicizia lunga.

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