Romangia Igt Rosso Chimbanta 2004 – Dettori

Bottiglia regalata da un amico

Quando bevvi questo vino pensai a cosa scrivere.
Anzi, sapevo perfettamente cosa scrivere e come farlo.
Avrei voluto fare un post bilingue, in italiano e in lingua sarda (notare bene, non ho detto dialetto).
Avrei voluto che l’ambasciatore d’eccellenza della Sardegna in continente, il buon Fabio d’Uffizi, lo traducesse per me.
Poi il tempo passava, alti e bassi d’umore, poca concentrazione e poca ispirazione hanno fatto cadere le buone intenzioni.
Ma non si può tacere di un vino del genere. E non si può scrivere un post banale fatto di colore, profumo e gusto.
Magari sarò banale allo stesso modo, ma si può parlare dei vini di Dettori solo con le parole di un Poeta, non certamente le mie.
Lasciatemelo interpretare così….

La vista…

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

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I profumi….

un giorno qualunque li ricorderai
amore che fuggi da me tornerai
un giorno qualunque ti ricorderai
amore che fuggi da me tornerai

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Il gusto….

Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
e un invito all’Hotel Supramonte dove ho visto la neve
sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
passerà anche questa stazione senza far male
passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
ma dove dov’è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

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In definitiva…

Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza.

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Un grande vino. Poche parole

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