Sponsored post? No grazie

Lo so, potrei sembrare ogni tanto un disco rotto, visto che l’argomento su questo blog è stato affrontato in passato.
Eppure continuo a ricevere, con sempre maggiore frequenza, richieste per scrivere sponsored post su questo spazio. Sponsored post: ossia post a pagamento. Post marchettari in cui parlare bene di questo o quel prodotto.

Guardate, se devo essere sincero, vista la congiuntura economica, fossero anche solo pochi euro schifo non farebbero.
Allora, penserete, che sono un coglione a non dare seguito a queste richieste.
Forse, anche.
Però rifletto sul senso di questo spazio, di Enofaber’s Blog che sta per compiere 5 anni di vita e il traguardo dei 1000 post.
Questo blog è nato come mia deposito (edonistico, perchè pubblico) dei miei appunti di degustazione, delle mie riflessioni sull’enomondo e altre questioni personali (poche, per pudore).
Ogni bottiglia descritta o mi è stata regalata da amici o è stata acquistata. Una parte sono regali da parte di produttori. E come sapete in ogni post scrivo la provenienza della bottiglia, per fugare i dubbi.
Cari amici, come già scritto, mi hanno preso un po’ in giro per questa rigidità un po’ manichea. Però penso sia corretto nei confronti dell’ipotetico lettore.

Sia chiaro: non contesto l’uso dello sponsored post in sé, soprattutto se una volta pubblicato viene dichiarato in maniera evidente.

Io contesto che vengano fatte richieste per questo spazio, che vuole rimanere libero e indipendente.
Quello che mi irrita, di fondo, è che non si capisca, non si voglia capire, la “filosofia” che anima questo blog. Però dopo tutto questo tempo dovrebbe essere chiaro. No?
Questo è lo spazio di Fabrizio Gallino, aka Enofaber. Bravo, non bravo, competente, non competente, professionista, professionale, amatoriale. Non ha importanza in questo contesto.
Ora faccio contento l’amico Alessandro: sono un wine blogger, sicuramente non il meglio che c’è sulla piazza, ma neppure un cazzone completamente incompetente. Scrivo decentemente, in maniera comprensibile e pulita. Con un italiano formalmente corretto e senza troppi strafalcioni.
Scrivo in maniera indipendente, senza che nessuno mi dica cosa devo fare o scrivere.
Non ho una linea editoriale, felicissimo che sia così.
Ho un mio piccolo seguito di fedeli lettori e questo blog mi ha permesso di conoscere un sacco di eno-qualcosa come me.
Questo, per chi non l’avesse ancora capito è Enofaber’s Blog. Questo è Fabrizio Gallino, aka Enofaber.

Quindi, in definitiva: risparmiate il vostro tempo e non inviatemi richieste per sponsored post. Farete risparmiare anche del tempo a me.

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