Aglianico del Vulture Doc Rupe di Apollo 2007 – Tenute D’Auria

Bottiglia ricevuta in regalo da Davide Marone

A novembre del 2011 si svolse una degustazione a Torino focalizzata sull’Aglianico del Vulture, organizzata e guidata dall’autoctono Davide Marone: Aglianico sotto la Mole. Alla fine della degustazione mi vennero regalate un paio di bottiglie, tra cui questa.

All’epoca, in fase di degustazione, questo Aglianico Rupe d’Apollo 2007 di Tenute D’Auria non mi esaltò più di tanto, visto che marcava tantissimo il legno, coprendo tutto il resto e risultando decisamente pesante da bere.

Riaperta pochi giorni fa l’esito è stato ben differente: bel colore compatto, impenetrabile, giocato su uno spettro olfattivo ampio, dove spezie e frutta sono ben integrate e il legno, la trave del passato, sembra essere evaporata quasi del tutto (personalmente, forse memore del passato, l’ho sentito ancora un po’: altre persone in mia compagnia invece non hanno avuto la stessa percezione).
Ottima beva, potente ma non muscoloso, tannino ben levigato, si lascia bere con relativa semplicità. Certo, la sua struttura intrinseca chiama cibo, non è certamente un vinino.

Comunque, in definitiva, una bevuta piacevole e interessante.

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