Bonarda dell’Oltrepò Pavese Frizzante Doc – La Vinicola Broni

Vino acquistato in GDO: circa 4 euro

Rieccoci alle prese con un altro vino acquistato in GDO. Sicuramente una delle tipologie che più vedo furoreggiare nei carrelli degli ipermercati di riferimento: la Bonarda.
La Bonarda è associato a quel vino frizzante, semplice, beverino, senza troppe pretese, di solito.
Onestamente, e qui faccio lo snob, la mia idea di Bonarda è differente, ben lontana da queste prerogative che si associano a questo vino.
E mi sono buttato, scegliendo tra quelle Bonarda dove c’erano meno bottiglie sullo scaffale (indice, magari casuale, di maggiore smercio).
Bhà. E poi boh.
No, non sono in una fase di suoni onomatopeici. Semplicemente son perplesso.
Difetti apparenti non ne ha questa Bonarda dell’Oltrepò Pavese.
Ma in tutta sincerità non riesco a trovarci neppure dei pregi.
Una bevanda, alcolica (non troppo), senza personalità, senza un quid. Leggermente abboccata (per non dire dolciastra), con quell’acidità dovuta più che altro all’anidride carbonica che senti tutta nello stomaco.
Ma che va giù, come accompagnamento di un pasto qualunque, “giustamente” (?) fruttata e immediata (?).
Anche la mia idea di immediatezza si basa su altri parametri. A parità di prezzo.
Ma quelle bottiglie a cui alludo non si trovano sugli scaffali dei supermercati. E non appartengono neppure a produttori della nicchia della nicchia.
Sono vini che si trovano in tantissime cantine, sparse ovunque, dove si lavora sodo e bene, vendendo allo stesso prezzo della GDO bottiglie ben più valide e interessanti. E che spaccano meno lo stomaco.
Bene, forse è il caso, per tutti, di uscire dalle corsie dei supermercati e farsi una gita domenicale in qualche cantina.
Magari spendi di più in benzina, ma vuoi mettere il bello di una domenica all’aperto? Al di là del vino, intendo….

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