A-social (e sassolini nelle scarpe)

Riflessioni personali. Immagini prese in rete

Periodo opaco.
Lo diceva anche l’oroscopo che questo inizio anno sarebbe stato un po’ difficoltoso per i sagittario. Da giugno dovrebbe iniziare un periodo migliore. Crediamoci, va 🙂
Anche il blog è un po’ fermo: poco tempo, pochissima testa. L’attenzione è volta verso la vita vera, la contingenza e la materialità. E se non hai la testa sgombra, anche la passione subisce pesanti battute d’arresto. Neppure la funzione “pseudo-catartica” riesce ad assolvere.
No, ci va testa per curare la passione. Potrà sembrare contradditorio ma è così.

In compenso leggo molto, utilizzo in maniera voyeristica i Social Network, per trovare spunti di riflessione, magari anche di divertimento.
In realtà ne trovo ben pochi. Trovo molti più spunti per incazzarmi.
Sarà che sono un po’ intollerante? Forse. Ma….
Vedo tanta politica, che non può che lasciare perplessi, di fronte a una situazione in cui l’elettore è considerato meno di zero e la classe politica resta completamente distaccata dal “paese reale”.
Ma dall’altra parte, mi dico, che forse non è altro che lo specchio di un paese allo sfascio.
Vedo tanta gente che sembra completamente avulsa da quello che accade intorno, parlando di cazzate o facendo sembrare indispensabile il superfluo. Per stare nell’ambito del food and wine trovo tanta gente che “apre la bocca” (meglio rotea le dita sulla tastiera) perchè non ha un cazzo di meglio da fare per occupare il proprio annoiato tempo, tanti che si improvvisano e fanno i tuttologi, tanta gente che parla al proprio ombelico o alla propria pletora di adepti adoranti, senza poi dare un valore aggiunto al proprio dire. Tutto molto, troppo autoreferenziale e banale. Noioso e fastidioso. Sarò intollerante io, forse.
Vedo, scandagliando con il reader, una quantità enorme di post (una media, mal contata, di 150 al giorno): fondamentalmente ripetitivi, copia/incolla mal celati, pieni strafalcioni e/o supponenza. Chiaro: non che questo spazio di periferia sia avulso dalle cretinate. Però almeno me ne assumo la responsabilità e cerco di non atteggiarmi a guru (no guru, no idols, come direbbe l’amico Davide Cocco).
Poi sempre le solite cose, i soliti argomenti: naturale, non naturale, vini veri, vini finti.
Ecchepalle, posso dirlo? Nella vita reale si beve sfuso, vini da supermercato (o discount) e via dicendo. Pochissimi trattano l’argomento: almeno quei pochi lo fanno un maniera intelligente. Magra consolazione, dico io.
Ogni tanto mi dico che essere a-social non è poi così male…

Poi, per tornare a un livello più personale, trovo un post su Slowine (una delle migliori letture degli ultimi tempi) e ti poni delle domande, le solite, sul senso del blog e via dicendo. Ok, bisogna andare avanti seguendo la propria passione, scrivere quando si ha voglia e via dicendo. Però quelle parole fanno riflettere su cosa si vorrebbe fare “da grandi”. E visto che non l’ho ancora capito, metto un po’ in dubbio la continuità e il senso di questo spazio. A maggior ragione in questo momento di “scarsa passione“. No, sia chiaro, non sto dicendo che chiudo, che me ne vado, che faccio l’uscita di scena teatrale. Dico semplicemente che si pensa e si riflette “cercando di dare un senso forse a qualcosa che senso non ha“.
Magari in attesa che Marte, Urano e Giove escano dal trigono conflittuale con il sagittario.
In attesa di tempi migliori, insomma.

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