Franciacorta Doc Brut Francesco I – Uberti

Bottiglia ricevuta in regalo

Dopo il Brut Rosé, eccomi di fronte al Brut Francesco I di Uberti.
Buona bolla, nulla da eccepire, sicuramente meglio del precedente per eleganza e finezza. La beva è soddisfacente, i profumi più marcati e precisi, giocati sull’agrumato, sulla classica “crosta di pane” e richiami floreali.
Ma, come spesso accade, una bottiglia va al di là contenuto.
C’è la sfera del ricordo, c’è la sfera del contesto: puoi essere con la migliore compagnia e anche il peggior vino appare come un nettare. Come dall’altra parte qualunque bottiglia, anche la migliore, se assaggiata in un contesto sfavorevole, magari con la testa in subbuglio, non sia soddisfacente. E successivamente ogni singolo assaggio riporta alla memoria quel momento.
Rimpiangendo quell’istante o sorridendo per aver passato più o meno indenne quel momento di difficoltà.
Questa rientra in quelle che ti fanno pensare che la tempesta non sia per nulla passata, anzi, sei forse in attesa della “tempesta perfetta”: ma ti ricorda che nonostante tutto e tutti ci sono piccoli momenti in cui è giusto soffermarsi su sé stessi, fermare il mondo e mandare a stendere ansie, paure e insicurezze.
Per poi rituffarsi nella tempesta, in attesa, si spera, del prossimo raggio di sole.

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