Brunello di Montalcino Docg 2008 – Colleoni

Bottiglia donata da Marco Arturi

Sicuramente uno dei miei principali difetti, oltre all’essere permaloso e tendenzialmente insicuro, è l’impazienza. O meglio, la voglia di sperimentare talvolta mi porta ad anticipare troppo i tempi.
Questo, nel caso del mondo del vino, è da considerarsi un difetto in certe circostanze, perchè si affrontano determinate bottiglie troppo presto. Commettendo infanticidi e non dando il giusto tempo al liquido versato nel bicchiere.

Ecco, questo è il caso esemplare. La bottiglia mi venne donata poco tempo fa da Marco Arturi, che me ne parlò in maniera assolutamente entusiasta, definendolo uno tra i migliori Brunello in circolazione. E diciamocela tutta, di Marco e dei suoi giudizi mi fido assai.
A questo si aggiunga il dettaglio, magari banale, dell’annata scritta con il pennarello, segno di una bottiglia consegnata direttamente dal vigneron: io l’avevo interpretato con un gesto di amicizia e fiducia e il fatto che a mia volta venisse donata ha conferito a questo vino una luce “speciale” che mi ha fatto aprire la bottiglia in tempi rapidi.

Del vino in sé, al di là dell’infanticidio e del suo essere estremamente giovane, posso parlare delle durezze che lasciano carezze ruvide, ma pur sempre carezze. Una buona beva, bellissima durata, profumi netti e precisi, dove la spezia e il frutto combattono serratamente per avere il predominio. Insomma, uno di quei vini che sarebbe stato meglio aspettare ma che, nonostante tutto, dimostrano una luce di grandezza.

Colpa mia e della mia dannata fretta insomma: certe volte sono davvero come quei bambini che, non vedendo l’ora di aprire il dono appena ricevuto, stracciano la carta per fare più in fretta.
Monito per il futuro: saper aspettare.
Nel vino e nella vita.

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