Carema Doc Riserva 2006 – Cantina Produttori Nebbiolo di Carema

Acquistata tanto tempo fa direttamente in cantina. Non ricordo il prezzo (circa 10 euro comunque)

Carema, in sè, è un paesino piccolo, addossato alla parte rocciosa. Per molti è solo l’ultimo paese del Piemonte prima della Valle d’Aosta.

Per me è molto di più: quando arrivo a Carema salendo in Valle è il momento in cui mi si apre un mondo, luoghi che negli ultimi anni sono diventati “posti del cuore“. Tiro sempre un bel respiro quando vedo il cartello “Carema”: sembra quasi un tornare a casa e ogni volta l’emozione prende il sopravvento sulla razionalità. Io non sono valdostano, sono mezzosangue piemontese e quindi questo “sentirsi” a casa non ha radici tanto lontane nel tempo. Ma per tutti i meticci come me, a cui non è stato dato l’avere un luogo deputato da chiamare “casa”, si ha il bisogno di trovare qualcosa che dia quella sensazione. Nel tempo, personalmente, l’ho trovata in quei luoghi e in mezzo a quelle rocce.
Il vino di Carema, l’omonimo vino, è stato per me anche un “primo amore”, colui che mi ha aperto gli occhi e il cuore di fronte ai vini eroici e successivamente ai vini della Valle d’Aosta. E come tutti i primi amori resta lì, appeso piacevolmente al ricordo.
Per fortuna, nel caso dei vini, certi primi amori è possibile riviverli: con i colori leggermente scarichi, i profumi intensi ed evoluti della frutta e del cuoio, quel nonsoché di balsamicità. Tutto netto, preciso, verticale, affilato: ma senza essere gradasso o troppo muscoloso. La finezza della nobiltà, se è possibile definirla così.
E l’assaggio non tradisce, con la sua anima elegante e il tannino vispo ma non spigoloso. Beva intrigante, avvolgente. E finale che si lascia apprezzare e che accarezza. Un vino che porta con sè la bellezza e il “dolore” che può dare la montagna.

In fondo bere un Carema è per me un tornare a casa: l’ho aperto apposta, come segno benaugurante, per bagnare questo ennesimo trasloco.
Spero che il mio attuale ritorno in una dimensione abitativa legata al passato (pur mantenendo lo status quo attuale) sia come l’assaggio di questo vino: qualcosa che regala emozioni positive.

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