Un sommelier in corsia

Capita, per ragioni più o meno importanti, di dover passare più giorni in ospedale. Ovviamente sotto controllo, farmaci, misurazioni e via dicendo. E tocca anche assaporare la cucina del luogo in cui ti trovi.
Penso che tutti abbiano nella propria “fantasia” o memoria la percezione del cibo dell’ospedale come di un qualcosa per nulla invitante.
Confermo in toto questa impressione, per quanto, onestamente parlando, potevo pensare fosse molto peggio.
Così, in attesa di uscire da questo luogo, per sdrammatizzare un po’ mi divertirò a proporre abbinamenti improponibili….

In ordine sparso alcuni tra i piatti più rinomati della cucina ospedaliera…
La minestrina
Incubo di ogni degente e sempre assimilata allo stato della malattia. Un brodo più o meno colorato, più o meno saporito (per usare un parolone, eh!), con qualche pezzetto di pastina. Sicuramente è un must ospedaliero, non manca mai, nè a pranzo nè a cena. Abbinamento ideale? Bhé un Cristal non si nega a nessuno, almeno si contrasta la scarsa sapidità del piatto e la bocca viene ampiamente ripulita (caso mai ce ne fosse bisogno

Il purè o la purea
Anche qui ci troviamo di fronte ad un altro immancabile must ospedaliero (io ho persino avuto la fortuna di trovarla sostituita dai finocchi bolliti :-(). Devo dire che non mi sono trovato di fronte a un piatto con la consistenza del cemento: però il gusto è tutt’altra cosa. Qui ci vedrei bene un Chevalier-Montrachet Grand Cru: almeno il vino non viene disturbato dall’inconsistenza gustativa del piatto 🙂

La carne bollita
Ho scritto carne bollita e non “bollito” perchè quest’ultimo è altra cosa: solitamente si presenta con aspetto slavato, ti guarda e viene guardato con un occhio rassegnato. Nessun accompagnamento e pochissimo sughetto per questo piatto. Da affiancarci, senza alcun timore di sbagliare, un Pétrus, possibilmente del 1929 o giù di lì. E crepi l’avarizia 🙂

La frutta cotta
Rigorosamente già confezionata, oramai non viene neppure più preparata in cucina. Una scodellina di alluminio con la dicitura “senza conservanti e sena zuccheri aggiunti: scadenza 2027” :-O… bhè qui, per chiuder in bellezza, è d’obbligo uno Château d’Yquem….

Giusto per sdrammatizzare sia chiaro…
Ah, non ho mai bevuto nessuno dei vini citati. Ma si sa che in certe situazioni la fantasia aiuta sempre a strappare un sorriso e vedere in maniera diversa (e più positiva) la realtà.
Per chiudere una riflessione seria: si sente parlare di malasanità, di sistema sanitario mal funzionante e disumano. Per quella che è stata la mia esperienza qui ha funzionato tutto bene, trovandomi di fronte a persone competenti e umane. E sempre sorridenti, nonostante tutto. Cosa non da poco. A voi, medici, infermieri e personale ospedaliero va il mio brindare….

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