Bianco del Veneto IGT Ca’ Linverno 2012 – Montezovo

Bottiglia ricevuta dal produttore per un tasting-panel

Un po’ di tempo fa mi proposero l’invio di questa campionatura: accettai, ero curioso per molti motivi, tra i quali il fatto che si parlasse del “vigneto più alto di Verona” (700 mt) e che una parte delle uve venivano fatte appassire in pianta e via dicendo.
La prima bottiglia l’assaggiai da solo, circa un mese fa: non mi piacque per nulla. Un vino pesante, noioso e senza guizzi. Faticoso da bersi e senza alcuna soddisfazione sensoriale. Come al solito, l’ho imparato a mie spese, bisogna sempre verificare una seconda volta perché ci sta che la bottiglia potesse essere sfigata o io non particolarmente in forma.
Quindi porto la seconda bottiglia per una cena con altri appassionati. Assaggiata volutamente prima del desinare e poi primo vino della serata da abbinarsi a una semplice insalata di mare.
Diciamo: è andata meglio, sicuramente. Ma questo senza sicuramente entusiasmare.
Vino con una certa ordinaria “piacevolezza”, profumi non esplosivi, assaggio in cui si mette in mostra una buona acidità e un discreto allungo finale.
Non male, per carità, si lascia bere in un contesto conviviale e caciarone e il giorno dopo (cosa comunque da non sottovalutare) non hai né mal di testa né mal di stomaco.
Però la “vera” piacevolezza, quello che ti colpisce e ti fa dire “datemi un bancale di questo vino”, io personalmente non l’ho trovata in questa bottiglia.

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