Soave Doc La Broia 2010 – Roccolo Grassi

Bottiglia ricevuta in regalo

Ammetto che la visita fatta lo scorso anno nella terra del Soave, con la preziosa guida dell’amica Maria Grazia Melegari, ha aperto nella mia testolina una finestra di curiosità su questa tipologia. E appena ho occasione cerco di assaggiare qualcosa.
In fondo è, come molti vini italici, una tipologia che è stata svilita e brutalizzata nel tempo passato (e forse tuttora), una di quelle che, prima di diventare un “malato di vino”, mai e poi mai avrei acquistato proprio per la triste nomea. Per fortuna molte cose stanno cambiando, mi pare di capire.

Bene, questo Soave 2010 di Roccolo Grassi mi è piaciuto molto: non mi avventuro nel parlare di tipicità o meno, non ne ho le competenze. Io l’ho trovato fresco, inaspettato e profondo (definizione non mia, che prendo a prestito le parole, poiché rendono bene l’idea).
Una bella vena acida, una bocca corposa, al primo impatto quasi opulenta, molto lungo, persistente, avvolgente: sicuramente un vino giovane, che con il tempo a mio parere potrebbe regalare altre sorprese inaspettate. L’unica nota “latente” è l’aspetto olfattivo, con profumi un po’ restii a concedersi, giocati comunque su note delicate di fiori e frutti.
Bhè, a mio parere convincente, un vino che terrei molto volentieri nella mia cantina.

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