A mente fredda… considerazioni su Vino in Valle Tour

perugia

Immagine di Carlo Tabarrini

Dal 27 settembre, giorno in cui è uscito Vino in Valle, le emozioni positive e negative sono state all’ordine del giorno. Un ottovolante emotivo, insomma.
Le recensioni, i complimenti, alcune critiche, le presentazioni: fa parte del gioco, anche se onestamente non avevo messo in conto questa sovra-esposizione, soprattutto sui social network. Chi mi conosce sa che preferisco mantenere un basso profilo, i riflettori mi piacciono fino ad un certo punto (in fondo piacciono a tutti, siamo onesti) ma alla lunga li patisco.
Diciamo che mi sono sentito parecchio sotto pressione: spesso e volentieri mi sono chiesto se ero/sono in grado di portare avanti e sostenere questa girandola. Anche questo fa parte del mio modo d’essere: penso che non si conosca mai abbastanza di nulla, che tutto vada sempre approfondito e studiato continuamente. Sicuramente l’aspetto che più mi ha “logorato” emotivamente sono state le presentazioni: trovarsi di fronte alle persone, non importa se 3 o 80, cercare di raccontare la Valle d’Aosta del vino, instillare la curiosità, sono stati momenti belli e divertenti, seppur faticosi. Sentivo la “responsabilità” di diffondere una storia e una cultura poco conosciute: in fondo nel libro e nelle presentazioni racconto la vita e la fatica di centinaia di persone. In fondo sono loro i principali “artefici” e io mi reputo semplicemente il loro cantore.
Ovviamente penso e spero di averlo fatto al meglio, senza cadere in tecnicismi noiosi e generando divertimento e curiosità, invogliando le persone a cercare qualche etichetta valdostana o, ancor meglio, spingendoli a salire nella piccola regione delle montagne.
In questo percorso sono stato affiancato da amici che mi hanno pungolato durante le presentazioni: Marco Arturi, Elena Bardelli, Luigi Fracchia, Cristina Fracchia, Raffaella Melotti, Andrea della Casa, Stefano Malagoli, Vittorio Rusinà, Roberto Mastropasqua, Jacopo Cossater. Ovviamente a loro va il mio ringraziamento, per aver speso il loro tempo e la loro curiosità per affrontare il vino della Vallée, sempre e comunque con domande ficcanti e mai banali.
Bene, ora ci sono le vacanze natalizie: ne approfitterò per ricaricare le batterie. Le presentazioni riprenderanno nel nuovo anno, magari con meno frenesia e con qualche consapevolezza in più, sempre e comunque con la speranza di diffondere al meglio il “verbo” del vino valdostano.

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