Igt Toscana Rosso Sangiovese Rosso Polissena 2010 – Il Borro

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Bottiglia ricevuta come campionatura dal produttore

Ancora Sangiovese. Oramai la settimana va così.
Questa bottiglia mi è arrivata poichè fui contattato dall’ufficio comunicazione dell’azienda che mi invitava a provare il loro nuovo sito di e-commerce. Il sito funziona, la bottiglia è arrivata in tempi brevi e io, dopo un po’ di tempo, ho deciso di aprirla.

Il vino mi è piaciuto abbastanza: organoletticamente parlando è molto valido, con tutte quello che ci si può aspettare, una buona acidità, tannini fini, profumi non esplosivi ma precisi.
Ma ho avuto l’impressione, anche alla luce di altri assaggi della tipologia, di un vino con il freno a mano tirato: un vino controllato, dove l’insieme è piacevole ma a cui manca quell’allungo finale che ti fa innamorare di una bevuta del genere.

Questo aspetto apre nella mia testolina una serie di domande, anche alla luce di una frase letta su faccia-libro scritta da Divino Scrivere: parlare di vino badando solo all’aspetto degustativo è fondamentalmente, alla lunga, noioso. Il vino è incontro, nemesi, scoperta e via dicendo. Emozione (o enozione, trattandosi di vino): quindi di fronte a un vino buono (perchè in questo caso non si può dire diversamente) ma emozionalmente “freddo”, quale tipo di approccio adottare? Bisogna solo parlare di quello che emoziona, positivamente o negativamente? Oppure no?

Bhà, work in progress…

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