Si… può… fare…..

Young-Frankenstein

Immagine presa dal web

Per mia natura penso che ognuno faccia le proprie scelte (o non scelte) e che vadano rispettate: pertanto detesto ogni forma di terrorisimo psicologico incolpante, in un senso o nell’altro. I percorsi personali che portanto a prendere determiante strade, a raggiungere certe consapevolezze sono talvolta lunghi e tortuosi.
Dal punto di vista gastronomico sono un onnivoro. E per il momento non ho ancora intenzione di modificare il mio “modus mangiandi“.
Però non nego una certa curiosità verso il mondo vegetariano e vegano.

La cosa che mi ha colpito, avvicinandomi a questo mondo, è che il vino è percepito quasi come un “estraneo”. E sull’altra faccia della medaglia, si ha la percezione che la cucina veg, in senso lato, sia “povera”, insoddisfacente e senza gusto, insomma, una cucina che non si presta agli abbinamenti con il vino.
La mia esperienza con le serate organizzate con Il Gusto di Carmilla ha confermato la mia idea: anche con la cucina veg si può bere e mangiare con gusto. Merito sicuramente della bravura di Elena Albera ai fornelli, ovvio. Ma anche gli abbinamenti enoici sono risultati quasi sempre azzeccati (e qui mi prendo un briciolo di merito).

Il titolo di questo post esprime una delle intenzioni nuove per questo 2014: ossia far entrare la cucina veg (e anche le esperienze di veg quando si trovano a dover mangiare in luoghi “convenzionali”) e parlare di vini da abbinare.
Un modo per parlare di esperienze “diverse”, magari mettendo curiosità.
E un modo per invitare gli amici veg ad avvicinarsi al mondo del vino…

Si può fare…

About enofaber