Alla fiera dell’est

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Immagine presa dal uebbe

Domenica scorsa sono stato a Sorgente del Vino a Reggio Emilia per presentare il libro. Era da tanto tempo che non andavo a una delle manifestazioni del vino. Un po’ per tempo, un po’ per denaro, un po’ per una sensazione di “malessere” che ho maturato nel tempo.
Malessere di degustare vini in condizioni non ottimali. Magari pensate che sia diventato snob. No, assolutamente.
Solo che mi rendo conto, essendo stato anche dall’altra parte del banchetto in alcune occasioni, che non sempre si riesce a cogliere al meglio quello che si ha nel bicchiere.
Sia chiaro, non mi sto scagliando contro le manifestazioni enoiche: anzi, sono occasioni preziose per potersi approcciare a produttori e bicchieri difficilmente conoscibili magari. O difficilmente reperibili.
Il problema è mio, nato in particolar modo dopo le degustazioni fatte per il libro: tutti assaggi sviluppatisi con calma, in cantina con il produttore piuttosto che a casa, cercando di capire cosa si ha nel bicchiere, onorando il vino e chi lo fa. Il fatto di trovarsi in mezzo a un bailame di voci, profumi, odori mi fa nascere il timore che il degustare in quelle condizioni non sia per me più ottimale. O almeno, faccio fatica, soprattutto a livello di concentrazione: confusione, tanta gente, poche e troppo rapide chiacchere con il produttore. No, ho bisogno di più calma, non ci posso fare nulla.

Un problema solo mio o effettivo anche per altri degustatori?

Poi, e questa è veramente una mia fisima, all’interno di queste manifestazioni non riesco a sputare il vino: non riesco a fare quei getti millimetrici e precisi e mi incasino sempre, sporcandomi 🙂 questo ovviamente limita il numero degli assaggi, perchè altrimenti dopo 3 ore sarei piegato in qualche angolo.
Penso che sia opportuno, per me, affrontare un corso di sputo del vino.
Se conoscete maestri in questa arte, consigliatemeli 🙂

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