Barolo Doc 1974 – Conterno Pietro e Figlio

barolo_1974

L’esser giovani o vecchi è uno stato dell’animo.
Almeno, così mi è sempre capitato di sentir dire.
Certo, il fisico subisce le intemperie della vita, è soggetto ad un naturale ciclo di fioritura e decadimento.
Però ci sono dei momenti in cui l’alternarsi del sentirsi giovane/vecchio è un dato di fatto: tutto dipende da quello che ti capita e dalla stanchezza che uno può provare.
Penso che anche per una bottiglia di vino valga la stessa cosa. Ci sono momenti di maggiore o minore forma. Di splendore, di divenire e, perchè no, di decadenza. Che sia la luna, le maree, le stagioni, gli avvenimenti, siamo sempre presi dal ritmo sinusuoidale della vita. Fino al momento in cui inizia la fase calante per eccellenza, che tutti auspicano essere breve e rapida.

Questo Barolo 1974 è stato preso per i capelli, mi viene da pensare così: ancora buono, emozionante per il fatto che esprime i suoi 40 anni con tannino ancora vellutato e rotondo, profumi evolutissimi e affascinanti e una beva ancora valida. Ma si sentiva di fondo una certa stanchezza, che tradotta in termini vinosi si evidenziava con un principio di ossidazione.
Sì, stanchezza: quella stanchezza che si mostra negli occhi, seppure si cerchi di essere attivi e sorridenti, mascherando e facendo finta che tutto vada bene.
Sì, capita anche a 40 anni.

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