Inutili sbattimenti

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Il mio giro di presentazione del libro sta andando bene: mi piace la risposta e la curiosità del pubblico, mi piace il giudizio medio sulla qualità dei vini degli amici vignerons Vda, stranamente il più delle volte mi piaccio pure io.
Andare in giro implica l’uso dell’auto (geniale fu l’idea di acquistare un’auto alimentata a metano) e l’utilizzo delle patrie autostrade. E visto che l’autonomia dell’auto con il metano è di circa 240 km, sono inevitabili anche le soste in autogrill. Oltre al caffè, ai pasti che proporzionalmente costano più di uno stellato e amenità varie, ti trovi anche il vino.

Ho scattato una foto a una delle tante offerte viste, una tra le più economiche: “Dolcetto d’Alba”, 2,99 euro (contro i 6,99 di base, a leggere). Il produttore è una conosciutissima realtà piemontese che a mio parere non ha mai brillato per l’eccelsa qualità (sono abbastanza continente nell’esprimere il mio parere?).
Non ho potuto vedere la bottiglia per individuare l’annata, ma non ha grande importanza: vicino a questo c’era del lambrusco, del merlot, del nero d’avola e via dicendo. Prezzi bassissimi: credetemi, ho visto un signore con auto teutonica riempire il bagagliaio con queste scatole.
Dal punto di vista del consumatore sicuramente è un’offerta buona, dal punto di vista economico intendo: ma quale è la qualità di questo vino? Ammetto che per la prima volta in vita mia non me la sono sentita di acquistarlo e provarlo. Ma oltre a questo: quale è il margine di guadagno del rivenditore? e quale quello del produttore? Ossia, all’origine, quanto costa questa bottiglia?

Poi la riflessione che porta al titolo del post: io vado in giro a raccontare i vini e i vignerons di una piccola regione. Ci sono produttori che si sbattono per fiere, manifestazioni, spendendo non poco per promuovere i loro prodotti, affermando qualità, territorialità e via dicendo.
Ma alla fine della fiera, al consumatore finale, “basico” quanto interessa tutto ciò? Interessa più acquistare un vino “laqualunque” a 2,99 o spendere qualcosina di più e avere nel bicchiere un buon prodotto? Temo la prima che ho detto: e quindi il mio sbattersi, come quello di produttori, rappresentanti e via dicendo diventa assolutamente inutile e autoreferenziale, limitato al mondo degli enostrippati e degli appassionati.

Svilente. Non ho altre parole.

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