I più phighi del web

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(immagine rubata dalla galleria immagini su FB di Daniele Marziali)

Di blog che parlano di argomenti enoici il web è pieno.
Chi si occupa solo di degustazioni e schede tecniche, chi ha un taglio più ampio, l’offerta è comunque variegata.
Mi pare che la qualità media sia buona, con alcuni picchi di eccellenza.
Però tra le varie letture ve ne sono alcune che spiccano, per popolarità, qualità e contenuti.

Insomma, i più “phigi del web” (messi in rigoroso ordine alfabetico)

Accademia degli Alterati: siamo nella coppa interstellare nella galassia dei degustatori. Firme prestigiosissime, contenuti molto elevati e esempi di come si scrive di vino. Imperdibile, soprattutto per chi ha un approccio filosofico-cerebrale. Unico difetto, a sensazione: sanno di essere fighi e ogni tanto lo fanno pesare con un’alterità che non li fa mischiare con il popolino.

Amici del Bar: il centro sociale dei wine-blog. Luigi “Guevara” Fracchia ha formato un gruppo di anarco insurrezionalisti con a cuore le tematiche dei vini di nicchia e della sostenibilità. Non si limitano solo al vino, con puntate verso il cibo e altre bevande. Ogni tanto peccano nella lunghezza dei post, con il rischio di perdere di vista l’argomento iniziale.

Il Cucchiaio: per me il Cucchiaio è soprattutto Stefano Caffarri; avere uno come lui in squadra ti fa vincere la cempions lig. Ma anche qui è un manipolo di esperti e buone penne che raccontano il cibo e il vino in maniera semplice e diretta. Essendo una vera e propria testata, ogni tanto pubblicano troppe cose, con il rischio di non riuscire ad essere sempre di alto profilo.

Enoiche Illusioni: l’ex enfant prodige dei degustatori, oramai realtà consolidata, Jacopo Cossater, prosegue sulla sua strada scevra dalla banalità. Vabbè, è un caro amico, difetti non ne riscontro: scrivesse ancora di più sarebbe sempre un piacere leggerlo

Intravino: il pop e il trash del vino italico riuniti insieme. Un manipolo di valenti scrittori di vino che conciliano leggerezza e contenuti veri, senza prendersi mai troppo sul serio. Molti li vorrebbero santi, altri bruciati sul rogo: non si può piacere a tutti. Piccola critica: ogni tanto si crogiolano un po’ troppo nel gossip e nel “sangue e merda”.

Slowine: anche qui siamo in presenza di un’ammiraglia. Contenuti quasi sempre molto interessanti, ben scritto, abbastanza lontano dalle polemiche fini a sé stesse. Così, a pelle, ho l’impressione che abbia tendenze cerchiobbottiste per non scontentare nessuno.

Insomma questi i “migliori” dal mio punto di vista. A parte Enoiche Illusioni, gli altri sono formati da più teste e penne. Il singolo wine blog ha le ore contate, forse? L’unione fa la forza?

Intanto buona lettura (e si accettano suggerimenti di lettura)

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