Sono stanco di cercare il titolo giusto

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Forse questo post, dopo lungo silenzio, lo scrivo più per me che per un ipotetico lettore.
Insomma, non è un periodo brillante. Per nulla. Su più fronti.
L’esperienza di Vino in Valle Tour, che sta volgendo al termine per molti motivi, mi ha dato molti spunti di riflessione.
Certo soddisfazioni, sarei stupido lo negassi, divertimento, incontri interessanti e stimolanti, belle persone, amicizie che si rafforzano e nuovi volti che da digitali diventano reali.
Ma ha portato anche riflessioni sul senso di molte cose.
Mi ha fatto riflettere più volte la percezione che alcune persone hanno di me: sorridente, ironico e via dicendo. Nessuna di queste cose le sento mie: come spesso accade si indossa una maschera, si sale su un palcoscenico, anche se dentro avresti voglia di startene in un cantuccio. E vai, affrontando le persone senza cercare di far trasparire nulla. Alla fine sei esausto, soprattutto mentalmente e quando la serata termina è come se ti fosse passato addosso un tir.
Mi ha fatto riflettere a proposito della forza di volontà: ho avuto tanta volontà a portare avanti questo spazio per cinque anni. ho avuto grande volontà, incoscienza e presunzione a scrivere il libro. ho avuto volontà in tanti altri campi della vita, lavorativa e privata.
La volontà di non mollare mai, di non lasciare nulla di intentato, di studiare, reinventarmi, mettermi in discussione su tutto, alienandomi magari delle situazioni facili per orgoglio e testardaggine. La voglia di cambiare, di sperare in qualcosa di nuovo e di diverso. Capita poi che fai delle scelte, o ti senti costretto a farle, e succede che per la un nesso causale questo vada a toccare altre cose: e ti accorgi che da altre parti non c’è la volontà, la stessa volontà, ma al contrario c’è il lasciare andare via, senza combattere, senza provare a trattenere, a far cambiare idea, come se nulla più importasse.

Onestamente sono stanco.
Stanco di vedere un futuro con orizzonte minimo, senza poter sperare in chissà quale progettualità.
Stanco di scrivere di note di degustazione e di tematiche inerenti al vino quando le uniche cose che stimolano le discussioni sono “il vino naturale” et similia.
Stanco di volere cose che non so neppure io dove mi porteranno.
Stanco del celolunghismo e dell’autoreferenzialità, dei circoli chiusi in cui si vede chiaramente che ci sono quelli di serie A, di serie B e di Lega Pro, in un continuo sgomitare per avere visibilità e riconoscimento. Cosa che ho fatto anche io, non mi tiro indietro, sia chiaro.
Stanco di dover sorridere per forza.
Stanco di capire sempre le ragioni degli altri vedendo frustrate le mie.
Stanco di questa ipocrisia che permea ogni aspetto della vita, dalle cose personali alla politica, rendendo tutto una melma in cui lentamente stiamo affogando.

E ora?
Mi faccio magari una dormita, scrollo le spalle, e indosso nuovamente le maschere adatte per le varie situazioni.
Tutto scorre.

Thus conscience does make cowards of us all,
And thus the native hue of resolution
Is sicklied o’er with the pale cast of thought,
And enterprises of great pitch and moment
With this regard their currents turn awry,
And lose the name of action.

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