Trasparenze

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Immagine presa dal web. Di sicuro una presenza femminile alzerà lo share 😛

Essere famosi sul web è come essere ricchi a monopoli.
Questa frase mi è sempre piaciuta: dice una grande verità. E personalmente, nel mio piccolo, la sto sperimentando direttamente in questo periodo successivo alla pubblicazione del libro.
Mio malgrado mi sono ritrovato ad avere, per i miei gusti, una sovraesposizione mediatica: all’inizio la cosa mi piaceva molto, sarei bugiardo a negarlo. Poi ha iniziato a diventare un po’ faticosa. E ribadisco: io continuo ad essere il signor nessuno che ha solo scritto un libro che presto finirà nel dimenticatoio.
Però nel mio piccolo, qualcosa ho provato a farlo.
Ieri sera, uno dei miei “miti” personali, ossia Jacopo Cossater ha scritto un post sulla trasparenza (c’è qualcosa che non va, vi invito a leggerlo) e sull’etica nel mondo del blogger. Tutte riflessioni che sottoscrivo e condivido.
La domanda di fondo è: cosa si è disposti a fare per la visibilità e, perchè no, per trasformare la propria passione in professione? Siamo al solito discorso, già trattato più volte su queste pagine, dei fenomeni di markettismo e via dicendo.
Onestamente mi viene da pensare che non ho capito veramente un cazzo: ho rinunciato ai diritti d’autore sul libro per avere la stampa gratuita, continuo, nonostante alcune bonarie perculatio subite da “compagni del web”, il discorso del disclaimer per dare evidenza all’ipotetico lettore della provenienza di una bottiglia di vino.
Ad esempio, non so se lo avete notato, dopo la pubblicazione del libro, ho smesso di parlare di vini valdostani: questa è una scelta radicale, in primo luogo per non scontentare nessuno degli amici vignerons, in seconda battuta per non essere tacciato di eventuali “favoritismi” o accordi commerciali con qualcuno di loro.
Aggiungo, proprio per completa trasparenza: in futuro gestirò il banco di un’azienda valdostana (Maison Grosjean) nell’ambito di un paio di manifestazioni (Vinissage e TerroirVino). Per me è un onore l’essere stato scelto, vuol dire che si ha fiducia nel sottoscritto: avrò il rimborso delle spese vive e questo mi basta perchè per me conta molto di più il messaggio di stima che ricevo da questo vigneron. Ovviamente, anche sui social, smetterò di citarlo, per quanto i vini della maison a me piacciano veramente tanto (il Cornalin al di sopra di tutti, non l’ho mai nascosto).
Ah, prima di eventuali polemiche, un’ulteriore puntualizzazione: i post a mia firma usciti su ImpresaVdA e Intravino sono stati scritti molto tempo prima dell'”ufficializzazione” di questo incarico.

Bhò… onestamente sono così cinico che oramai non mi stupisco quasi più di niente.
E quindi ragiono per me: io intendo continuare su questa strada e non fare markette okkulte (le k, per quanto le aborri, sono volute). Penso la si possa definire coerenza, a mio parere. Forse stupida, ma sempre una coerenza coerente con il mio modus operandi che ha sempre spinto per la trasparenza.
Preferisco essere in pace con me stesso e continuare su questa strada.
A costo di apparire stupido e ingenuo.

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