Derthona Timorasso Sterpi 2008 – Vigneti Massa

sterpi

immagine presa in rete (http://italianwinegeek.com/tag/walter-massa/)

Non mi sto a dilungare su Walter Massa e il suo ruolo per quanto riguarda il timorasso e la zona del tortonese: non aggiungerei nulla di rilevante oltre a quello che già si sa.
Questo vino mi ha colpito, davvero tanto: lo avevo già assaggiato in passato ma, rimanendo assolutamente interessante e valido, pagava alcune pecche espressive legate alla gioventù. Ora, per quanto sia un vino che potrà durare ancora nel tempo, inizia a distendersi un pochino e regalare sensazioni davvero vibranti.
Profumi inizialmente legati agli idrocarburi, allo smalto, lascia poi avanzare note mielose e di frutta molto matura, alle nocciole, il tutto contornato da erbe aromatiche: in bocca è un fendente di freschezza e sapidità, quasi salmastro per certi versi. Ricco, materico, pieno, ha una persistenza e un allungo finale davvero grandiosi.
Però, al di là della piacevolezza degustativa, mi piace prenderlo come un vino simbolico: Sterpi. È risaputo che Massa ha “creato” questo cru impiantando un vigneto laddove c’erano starpaglie e bosco, figlio dell’incuria e della dimenticanza dell’uomo.
Secondo la definizione del vocabolario, sterpo indica un “arbusto o ramo privo di foglie e fiori, spinoso e rinsecchito“. A me piace pensare che anche le proprie “sterpi e sterpaglie”, non quelle non materiali ma dello spirito, possano essere sradicate.
Brindo virtualmente, pertanto, a chi ha bisogno di fare tabula rasa e togliere le proprie sterpaglie.
In attesa di impiantare un vigneto che possa regalare vini emozionanti.

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