La passione non basta

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la passione spesso conduce a soddisfare le proprie voglie, senza indagare se il concupito ha il cuore libero oppure ha moglie” (F. De Andrè – Bocca di Rosa)

La passione ha mille sfumature…
Qui parliamo della passione per il vino. Della mia passione per il vino.
Lo sappiamo, la passione è un sacro fuoco in senso lato, fa fare cose inimmaginabili, smuove qualunque cosa. Ma ha anche, come ogni caso, un altro lato: la passione acceca, rende meno obiettivi, fa prendere cantonate.
Facciamo un parallelo con la passione amorosa: quando incontri una persona che ti piace dal punto di vista estetico inizi ad uscirci. Magari ci sta, finisci a letto, inizi una relazione. All’inizio è tutto bellissimo, la passione ti fa correre, annullare impegni, ritagliare attimi di tempo per stare con il tuo amato/a. Non vedi difetti nell’altro/a, la meraviglia conquista occhi, testa e cuore. Poi poco alla volta, salvo rari casi, scema, viene meno: in alcuni casi si stabilizza rendendo un rapporto destinato a durare nel tempo, altre volte tutto il castello crolla, brutalmente. E ci si fancula pesantemente.
Ma in ogni caso, passato l’impeto iniziale, inizi a vedere dei difetti, storture: si dice che l’amore sia l’amare i difetti dell’altro/a. Ma non è più passione.
Stessa cosa per il mondo del vino: all’inizio tutto è meravigliosissimo, curiosissimo, fantasticissimo. Prendi, vai a degustazioni, aventi, sottrai tempo al tuo tempo libero per assecondare la tua passione. Tutto bellissimo.
Poi… razionalizzi, vedi anche qui cose che non ti piacciono. Iniziano degli scontri, dei ripensamenti, dei passi indietro o laterali. Cambia, l’ingenuità dettata dalla passione lascia spazio all’esperienza.
Ne ho avuto conferma, recentemente, facendo assaggi di vini valdostani per quello che vorrei pubblicare riguardo all’annata 2013: il libro Vino in Valle venne definito da Francesco Falcone (pur non conoscendolo di persona lo reputo una persona di grandissime capacità) come “Pane, Amore e Valle d’Aosta“, forse perché aveva intravisto un eccesso di buonismo, un vedere le cose con gli occhi della passione. Ecco, di fronte a certi assaggi fatti negli ultimi giorni devo dire che ho iniziato a vedere delle cose che mi hanno lasciato perplesso. Ci sta che vi siano due annate differenti a confronto, ci sta che io sia diventato più “selettivo” e abbia acquisito esperienza. Ma il risultato è lo stesso di quando vedi i difetti dell’amato: bisogna scegliere e capire quanto è profonda questa passione.
Appunto: capire. Perchè da sola la passione non basta.

(a margine: 1) prima che si interpretino queste parole come scazzo o via dicendo. NO: continuerò a parlare e interessarmi di vino. Continuerò a salire nella mia amata Valle e parlare dei suoi vini. Solo che alla passione dovrò imparare ad affiancare altri strumenti. Tutto qui. 2) l’immagine è presa in rete, sempre tenendo a mente che un po’ di gnocca non fa mai male e tira su l’audience (e non solo quello 🙂 ))

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