10 bottiglie per me (non posson bastare)

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Tempo di fine anno, tempo di classifiche, ricordi, somme che si tirano, buoni propositi e cattivi pensieri.
Non mi sottraggo, lo ammetto. E quindi ecco i 10 vini (più un bonus) per me significativi. Ossia: scoperte, conferme, emozioni. Facendo la selezione mi sono reso conto che di alcuni vini non ho scritto qui sul blog. Mea culpa, riprenderò gli appunti e mi rifarò nel nuovo anno.
Ecco qui i miei “magnifici 10”: in ordine rigorosamente sparso, questa non vuole essere una classifica. L’unico criterio è quella dell’ordine temporale di assaggio. Ed essendo i “miei” 10 vini questa selezione lascia il tempo che trova dal punto di vista oggettivo.

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Franciacorta Docg Dosaggio Zero – Arcari + Danesi: il post

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Chianti Classico Docg 2010 – Fontodi: il post

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Dolomiti Brut Rosé Cuvée 07-08: che dire? Pojer e Sandri si confermano grandissimi produttori anche con questa bolla, affilata, dritta, ma allo stesso tempo piacevole e dotata di grande beva. Un eccellente metodo classico.

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Spumante Rosato di Raboso Redentor – Tessère: il post

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Colfondo – Nicos: un colfondo sorprendente. E un produttore che mi ha colpito moltissimo. Da tornare quanto prima. Grazie a Maria Grazia Melegari per la scoperta

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Vigneti delle Dolomiti IGT Muller Thurgau Xurfus 2013 – Mattia Filippi: il post

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Falestar 2013 – Maria Bortolotti: un pignoletto, frizzante, rifermentato. Un vino semplice e complicato allo stesso tempo. Da degustare o da sgargarozzare non importa. La piacevolezza non viene mai meno.

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Vino Bianco Pellengo – L’Autin: il post

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31 Lune – Rostagno: un piccolo produttore canavesano di cui ho parlato qui a proposito del suo nebbiolo. Per questa mia selezione scelgo invece il suo metodo classico che mi ha colpito per semplicità e immediatezza. E per un rapporto qualità-prezzo straordinario.

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Vino Bianco Cesa Veja – Agriforest: il produttore si trova all’inizio della Valle Susa e il nome del vitigno è baratuciat. Bevuta interessante, magari migliorabile sotto certi aspetti. Ma mi piace che si vadano ri-scoprendo le varietà autoctone dimenticate. Soprattutto in quella vallata, ingiustamente massacrata e militarizzata.

Il bonus:
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Barbaresco 1970

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