Grignolino del Monferrato Casalese “225” 2013 – Cascina Gasparda

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I percorsi che si affrontano nella vita sono raramente rappresentabili con una linea retta. In realtà ci si trova spesso di fronte rappresentazioni più simili a curve, linee tratteggiate e spezzate, fermate e riprese.
Sta di fatto che ci sono situazioni che, per quanto non siano evidenti ai più, restano in qualche modo presenti. Situazioni, persone che, per qualche motivo, restano sempre lì, vividamente presenti alla propria testa e al proprio sentire e da cui non ti vuoi in alcun modo staccare, per quanto le linee e le traiettorie che si percorrono mano a mano siano in apparenza molto lontane.
Ecco, il grignolino rappresenta molto bene tutto ciò: vitigno (e vini) di cui mi innamorai tanto tempo addietro, che portò a organizzare #grignolino1 nel marzo del 2011, che resta sempre comunque tra le mie “materie di studio” preferite.
Sabato pomeriggio sono tornato a Portacomaro, alla Bottega del Grignolino che finalmente ha rivisto nuovamente la luce dopo alcuni anni di lavori e chiusura. Ero stato invitato dall’amico Maurizio Ferraro per conoscere e (ri-)assaggiare vini di un nascente collettivo di vignaioli (di cui parlerò prossimamente). Per me una scoperta di vignaioli che non avevo mai incrociato e il piacere di rivedere altri volti noti e a cui sono particolarmente affezionato (un nome su tutti quello di Nadia Verrua, Cascina Tavijn).
E tra gli assaggi questo Grignolino di Cascina Gasparda è quello che ha fatto breccia immediatamente: annata 2013, 18 mesi di barrique usata, imbottigliato nel giugno 2016 e, udite udite, non ancora in commercio. In realtà poche bottiglie visto che si tratta di una sola barrique, ma il cui valore è, senza tema di esagerare, di altissimo livello.
Vino dal profilo dritto e affusolato, dove l’affinamento in legno non ha in alcun modo intaccato i profili più tipici del vitigno. Ma, cosa pazzesca visto che stiamo parlando di un vino del millesimo 2013, assaggio che esprime ancora una gioventù e un’irruenza baldanzosa, con un corredo tannico di grande fattura e una freschezza intonsa. Vino assolutamente gastronomico e dalla beva pericolosamente “facile”.
Un gran bel grignolino, testimonianza che anche questo vitigno ha potenzialità di “invecchiamento” e evoluzione assolutamente interessanti.

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